Archivio tag: massoneria

I TAROCCHI E IL PERCORSO INIZIATICO DELL’ADEPTO TRA LE DUE COLONNE

Questo Articolo è di una mia carissima amica, Simonetta Lorenzoni, esperta di Esoterismo da una vita e allieva di Gianfranco Guidazzi, detto Enrico. Quando l’ho letto sono rimasta impressionata dalla sua capacità di sintetizzare e rendere comprensibili concetti così complessi, per cui le ho subito chiesto se potevo pubblicarlo nella mia Rubrica sull’Alchimia, per condividerlo con il resto del Mondo e per fortuna lei ha accettato!

Nell’antico Egitto, l’Iniziando che volesse intraprendere la strada dei Misteri, veniva sottoposto a prove durissime e severissime. Una delle prove consisteva nell’interpretazione di alcune tavole che rappresentavano il simbolismo dei 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi, secondo le tradizioni sacre dell’Egitto. Con questo articolo mostrerò come il Cammino del Massone si muova in parallelo al percorso iniziatico dei Tarocchi.

tarocco massonicoL’aspirante Massone, dopo avere superato le tre prove, viene accolto definitivamente nella Loggia con il grado di Apprendista. Oltre agli utensili di lavoro, scalpello e maglietto, che gli saranno indispensabili a modellare e squadrare la pietra grezza, gli vengono dati in dono tre elementi, fuoco, acqua, aria, per iniziare la prima parte della Grande Opera ( l Bagatto).

Racchiuso in un rigoroso silenzio inizia la propria trasformazione cercando di scoprire i misteri velati, osservando il lavoro dei Compagni e ascoltando le parole dei Maestri (2 Papessa).

L’Apprendista, che tramite la sua iniziazione, ha destato il suo Io cosciente, cerca di ampliare il suo orizzonte e il suo potere intellettivo (3 Imperatrice), che lo condurrà al riconoscimento del materiale (4 Imperatore) e dello spirituale (5 Papa), per raggiungere così la sua completezza.

Sarà, ora, in grado di potere operare quelle scelte che condizioneranno tutto il suo cammino (6 Amanti). Ha infatti realizzato la sua spiritualità attraverso il sacrificio e la lotta, ha preso atto della sua dimensione corporea attiva e ora ha voglia di muoversi (7 Carro), ma è anche consapevole che riceverà ciò che gli spetta in conseguenza al suo modo di essere e di agire (8 Bilancia).

Ormai l’Apprendista, attraverso la presa di coscienza delle leggi, ha capito che c’è qualcosa di più  importante e grande delle esteriori conquiste, che non potrà avanzare se non terrà conto della totalità dell’azione. L’adepto che ha percorso tutte le tappe, dopo aver acquistato i primi poteri sull’intuizione e sulla ragione, la volontà e la conoscenza, e dopo aver scelto e tracciato la sua via, con equilibrio tra irruenza e moderazione, ed essersi, poi, isolato nella meditazione della strada percorsa e sul grado di conoscenza raggiunto (9 Eremita), ha, definitivamente, capito come in tutte le cose della vita vi sia un positivo ed un negativo e un’alternanza ciclica (10 Ruota della fortuna).

La conoscenza delle Leggi Universali lo fa rilassare. Ora può guardare anche in alto e improvvisamente, in fondo alla sua colonna, scorge la statua di Ercole e capisce che ora, come fece Lui, può domare anche le forze più crude, senza bisogno di contrapporsi con la forza bruta, ma con l’intelligenza e con l’amore (11 Forza). Ercole è un figlio di Giove, come lui è un figlio del Dio Universale.

Qui si conclude il Ciclo della Via Dorica che ha portato, l’apprendista al possesso di una forza superiore, la potenza magica, esercitata domando la violenza con la dolcezza ed identificando il proprio volere individuale con la Volontà Universale.

Il tarocco, che fa da transizione dalla colonna di Boaz a quella di Jakin, è l’arcano maggiore “l’Appeso” (12), simbolo di chi compie il sacrificio di se stesso, disposto a dimenticare ogni suo possesso ed ogni sua personale voglia. È’ anche il simbolo dello Zolfo rovesciato, che in Alchimia è l’ideogramma di un’acqua che abbia subito una serie completa di distillazioni purificatrici. Dal punto di vista iniziatico, si tratta dell’anima interamente purificata e fortificata dalle prove della vita.

L’Alef (Bagatto), sorretto dall’abnegazione e dall’umiltà, di chi sa di dover affrontare altre prove, si dispone a morire ritualmente, per rinascere ad una vita superiore conferita dal passaggio di grado (13 Morte).

L’Apprendista, ormai acceso dal fuoco interno costruttivo e realizzativo, potrà ora passare all’Opera in Rosso per sviluppare la conquista del Sole, concreta e ragionata, che dovrà portare al superamento dei valori materiali, ma solo dopo averli conquistati, posseduti ed esercitati. Ciò che si trova nel recipiente lunare passa a quello solare, con il passaggio a Compagno (14 Temperanza).

Durante l’Iniziazione gli vengono forniti altri strumenti utili per compiere l’Opera: il REGOLO, la SQUADRA, il COMPASSO, che danno la possibilità di disegnare un progetto più grande o più piccolo, a secondo del valore di espansione che l’individuo è in grado di raggiungere; la LIVELLA per mettere in pieno assetto equilibrato ciò che viene costruito; la CAZZUOLA per amalgamare il materiale informative che durante l’apprendistato è stato recepito.

La sua Opera sarà ora quella di affrontare le tentazioni del mondo materiale, coloro che spingono a trascurare il bene comune per il beneficio individuale egoistico, il desiderio di affermarsi, l’istinto di conservazione e la sessualità. Ma l’uomo, che ha raggiunto un buon grado di sviluppo intellettivo, saprà come trasformare il vizio in virtù, non con frustrazioni e rinunce, ma con il rispetto del proprio corpo e delle proprie aspirazioni terrene che giovino alla sua vita senza nuocere agli altri, nel rispetto delle Leggi Universali (15 Diavolo).

Gli vengono ricordati la “verità”, “l’agire corretto” e “il pensiero modesto” che sono il vero scopo dell’iniziazione, perché, chi costruisce una immagine falsa di sé con menzogne e immodestia, immancabilmente crollerà, come un edificio che non è stato costruito su solide fondamenta (16 Torre).

Venere, dea della bellezza e dell’amore, lo sosterrà nel continuare le prove invitandolo a gustare le gioie delle conquiste ottenute, ma per godere dei suoi favori esige, in cambio, il coraggio di vivere e un armonioso lavoro al servizio degli altri (17 Stelle).

Con intelligenza superiore, con discernimento e con equilibrio psichico, egli dovrà affrontare, ora, le insidie del buio, i propri fantasmi e le proprie e le false soluzioni che potrebbero presentarsi come facili scorciatoie della difficile via. Dovrà capire la necessita della fede e della purezza, senza, però permettere che, questa, diventi bigottismo e, che, l’ordine e l’obiettività materiale si trasformino in rigore e pignoleria. Il cammino è tortuoso e pieno di tranelli. All’inizio sembra andare in una direzione e poi svolta improvvisamente, ma se manterrà la mente aperta e la disponibilità ad accettare i cambiamenti di rotta, avrà la possibilità di rivedere e valutare gli obiettivi. Dopo aver raggiunto, anche, la capacita di discernimento dell’azione (18 Luna), raggiungerà, finalmente, il Sole che è il trionfo della conoscenza e della ragione, la rinascita spirituale negli ideali raggiunti, la luce della coscienza e il calore dell’amore. È la nascita dell’essere completo, nuovo, più maturo e più saggio (19 Sole).

Il Compagno che è riuscito a fondere in sé gli opposti del Fuoco e dell’Acqua, del maschio e della femmina, la ragione e l’intuizione  dovrà essere pronto a morire, nuovamente, nei valori terreni per risorgere a quelli spirituali che gli permetteranno di continuare il viaggio, ma perché ciò accada, egli dovrà rendersi conto del suo passato e di ciò che è stato. Dovrà accettare i propri errori e i propri peccati, non solo contro di sé, ma anche contro gli altri. Così potrà risorgere dalla morte iniziatica con spirito purificato, poiché ha spiritualizzato la materia e si è liberato delle sue schiavitù e debolezze (20 Giudizio).

Una volta raggiunto le Vette della conoscenza, l’Adepto si accorge che ci sono altre vette da scalare che ciò che pensava di avere conquistato non è nulla al confronto del lavoro che deve ancora fare. A questo punto, l’autocontrollo e la ragione possono vacillare, ma è consapevole che se non vuole accontentarsi di quella poca conoscenza che porta nella bisaccia, dovrà rimettersi in viaggio. Riprenderà quindi il Cammino. Da prima ondeggiante tra crepacci e precipizi, formati dagli impulsi e dalle tentazioni ancora non completamente eliminati, poi, improvvisamente, metterà un piede in fallo e questo lo risveglierà. Camminare sul filo del rasoio, con la paura continua di precipitare è più faticoso che raggiungere quel mondo dalle possibilità illimitate (21 Matto), dove potrà spogliarsi di quegli indumenti sporchi e laceri per rivestire, nuovamente, i panni del Bagatto.

Nel Tempio dei Misteri potrà accedere alla visione della realtà totale del mondo materiale e all’intuizione della realtà invisibile a ogni essere umano e alla percezione del soffio di Dio. Nel Mondo sono infatti sintetizzati tutti i concetti materiali e spirituali incontrati negli altri Arcani Maggiori: i quattro punti cardinali, i quattro elementi, i quattro Evangelisti, le due vie dell’iniziazione, la Dorica e la Ionica e l’Ouroboros (22 Mondo).

Da qui, potrà ricominciare un nuovo e superiore ciclo di crescita con la coscienza che le difficoltà e i pericoli da affrontare saranno sempre più difficili, perché le strade si faranno sempre più ripide e i sentieri sempre più stretti e gli abissi, da superare, sempre più larghi e profondi.

di Simonetta Lorenzoni

 

Share Button

I 5 PASSI DEL COMPAGNO D’ARTE (TAVOLA)

alchimia

Michele Maier, Atalanta fugiens, Emblemata XLII, 1618 – L’Adepto segue le Tracce della Natura.

 SI SEDES NON IS1

 
La
Marcia del Massone rappresenta l’allegoria del Viaggio dell’Iniziato, che senza sosta cerca di migliorarsi, percorrendo una Via di perfezionamento che è tutta in salita.

L’Apprendista muove i suoi primi passi lungo una linea retta, che va da Occidente a Oriente. Con risolutezza porta il piede sinistro avanti, come se una forza superiore lo tirasse a sé, ma l’impeto iniziale viene subito frenato e riequilibrato dal piede destro, che posto orizzontalmente all’altro, sembra quasi opporre resistenza e lasciarsi trascinare.

 

Questa strana andatura serve a ricordare al Neofita la necessità di conciliare le aspirazioni spirituali del piede sinistro con le necessità materiali del piede destro, ma poiché «non è mai al primo passo che si perviene alla virtù2», se vogliamo andare avanti e «vincere le nostre passioni3» dobbiamo Rettificarci, come ci è stato detto di fare nel Gabinetto delle Riflessioni. Dobbiamo cioè liberarci del peso di quei metalli caratteriali che ci rallentano e ci ostacolano, non appena tentiamo di raddrizzarci moralmente, verificando, con ogni Passo a Squadra, il nostro equilibrio.

 

Progredendo, il Massone sale di Grado e di conseguenza anche il Ritmo della sua marcia cambia4. La Marcia del Compagno è composta di 5 passi. I Pitagorici vedevano in questo numero il simbolo della perfetta conciliazione delle due opposte nature che sono dentro ciascuno di noi5, perché il 5 nasce dall’Unione del primo dei numeri dispari, il 3, simbolo del principio maschile, con il primo dei numeri pari, il 2, espressione del principio femminile. Allo stesso modo, il Libero Muratore, sommando i 3 passi dell’Apprendista con i 2 nuovi passi da Compagno, si ritrova a dover operare nuove conciliazioni e a fare nuove esperienze. Dopo i 3 passi lineari si avventura infatti, con un passo di lato, fuori dal solco rettilineo che ha seguito fino a quel momento, per poi tornare con il 5° sulla Retta Via. Anche nel 4° e nel 5° Passo la posizione dei piedi è a Squadra, ma stavolta si trovano entrambi alla stessa altezza, dato che in questo tratto di strada bisogna imparare ad armonizzare il pensiero lineare con quello laterale e quindi la vecchia Vita Riflessiva e Solitaria da Apprendista con la nuova Vita Attiva e Pubblica da Compagno.

 

Il Passo di lato corrisponde all’insieme dei 5 Viaggi che il Massone deve compiere in 5 anni, per perfezionarsi. Ciò significa che una volta raggiunto un sufficiente grado di autocontrollo, pazienza e riflessività, possiamo finalmente iniziare a viaggiare al di fuori dei confini conosciuti, per fare tutta una serie di nuove esperienze, senza le quali non potremmo continuare ad avanzare. Il 5° passo rappresenta perciò il momento in cui ciò che è stato appreso viene sintetizzato e trasformato in esperienza, mentre la forma a Squadra di entrambi i passi serve a ricordarci di verificare costantemente l’equilibrio del nostro Edificio interiore, rimettendo continuamente in discussione noi stessi e tutto ciò che abbiamo appreso.

 

Come Apprendisti ci muoviamo, infatti, seguendo le Orme di coloro che ci hanno preceduto, certi così di non sbagliare, ma come Compagni dobbiamo imparare a orientarci da soli, assumendoci la responsabilità delle tracce che le nostre sceltelasciano nel Mondo.

 

Con questo sembrerebbe non esserci altro da dire sui 5 Passi del Compagno, ma come in ogni Allegoria, anche nella Marcia del II grado, si nascondono più livelli di lettura.

Tralascerò di approfondire la corrispondenza simbolica tra il Passo laterale e la Scala a Chiocciola, perché mi condurrebbe a trattare un argomento che esula dalla mia Tavola.

scala massonica 2

La Scala Massonica e i 5 Viaggi. Immagine ripresa da un set di diapositive utilizzate nelle Logge Americane per l’istruzione di II Grado.

Dirò solamente che il passo laterale simula l’ascesa del Compagno alla Camera di Mezzo, come se questi salisse lungo una scala spiraliforme, che rappresenta il desiderio del Massone di progredire ed evolvere avanzando in modo armonioso ed equilibrato.

Geometricamente la Spirale perfetta si costruisce attraverso una proprietà matematica chiamata Divina Proporzione o Sezione Aurea, dalla quale si ricava anche la figura della nostra Stella Fiammeggiante. Si tratta di un simbolo centrale del II grado, ma qui mi preme solamente citare l’opinione di alcuni autori che affermano, che collegando con una linea retta le 5 Tappe/Città Francesi che il Compagno d’Arte visitava al tempo della Massoneria Operativa, per istruirsi, si ottiene un tracciato a forma di pentagono stellato, quasi regolare6.

 

Concluderò analizzando il significato della Marcia del Compagno, attraverso l’interpretazione che ne dà il Catechismo, portando a termine la ricerca che avevo iniziato nella Tavola precedente. L’ultima volta avevo infatti parlato del Tempio come proiezione del Cosmo, ponendo al centro della mia ricerca la Volta Celeste, stavolta, lo farò guardando i miei Piedi sul Pavimento e pensando alla massima alchemica che “ciò che è in alto è come ciò che è in basso e cioè che è in basso è come ciò che è in alto, per fare i miracoli della cosa Una”.

 

Nel Catechismo del II Grado si legge che i passi del Compagno sono Misteriosi. Questo non vuol dire che il loro significato sia incomprensibile, ma che la loro natura è Misterica. Il termine Mysteria (usato sempre al plurale) in origine indicava tutte quelle «pratiche segrete» che nell’antica Grecia erano effettuate durante le cerimonie iniziatiche delle Religioni Agrarie. Questi antichi Culti, il cui modello erano i Misteri Eleusini (e quelli Egizi)erano incentrati sul Ciclo delle Stagioni come allegoria della Vita Umana. Nel Catechismo ritroviamo queste stesse conoscenze iniziatiche, laddove si specifica che i passi misteriosi del Compagno non sono altro che i Passidel Sole lungo l’Eclittica, cioè il percorso apparente che l’astro compie in un anno rispetto allo sfondo della Sfera Celeste, in relazione a precise direzioni astronomiche e geografiche:

 

D. – Ove arrivaste dunque, dopo aver compiuto i cinque viaggi?

 

R. – Giunsi ad essere ricevuto Compagno. [...]

 

D. – Qual’è il passo del Compagno?

 

R. – (Si esegue)

 

D. – Che significa questo passo?

 

R. – Esso raffigura il cammino apparente del Sole nella sua via celeste; i tre primi passi, che appartengono al primo Grado dell’iniziazione, ci fanno vedere quest’astro nel suo cammino ascendente, partendo dal solstizio d’inverno sino all’equinozio di primavera. Gli altri due passi, che qualificano il secondo Grado, ci mostrano il Sole che ha passato l’Equatore, che s’innalza al più alto grado del meridiano nel punto solstiziale d’estate e discende poi al punto equinoziale dell’autunno.

 

Cerchiamo di capire meglio il significato di questa allegoria astronomico-naturale, continuando a leggere il Catechismo:

 

D – Non si possono considerare questi Viaggi simbolici sotto un altro aspetto?

 

R – I lavori del secondo Grado sono altresì un’allegoria del cammino delle stagioni dall’equinozio di primavera fino a quello di autunno, nel nostro emisfero.

 

D – Spiegate questo concetto.

 

R – I tre primi viaggi raffigurano le operazioni della natura nel tempo di primavera, cioè lo sviluppo dei semi, l’aprirsi dei fiori e la formazione dei frutti; il quarto raffigura la maturazione, e il tempo dei raccolti; il quinto, finalmente indica il riposo che succede ai precedenti periodi di lavoro: allora non resta all’uomo se non godere in pace il premio delle fatiche della sua giovinezza e della maturità. Questo concetto è dunque analogo a quello delle età dell’uomo: la giovinezza, per istruirsi – la maturità per applicare le cognizioni acquisite – e la vecchiaia per fare gli altri partecipi dell’esperienza della vita.

 

Il parallelismo tra i Passi del Compagno, le 4 Stagioni e il Ciclo della Vita umana è evidente e spiega come mai la Parola di Passo di questo Grado si traduca come la Spiga di grano «mietuta in silenzio», la più sacra allegoria del Ciclo Morte-Rinascita dei Culti Agrari, che i Sacerdoti di Eleusi rivelavano solamente agli Iniziati.

 

In Primo Grado, dunque, come nella Vita, l’Essere Umano vienealla Luce, puro e perfetto, potenzialmente dotato, ma privo di ogni capacità pratica. Senza una Famiglia che lo sostenga e lo aiuti non saprebbe come muovere i suoi passi in questo Nuovo Mondo. Ecco dunque che la Famiglia Iniziatica portaa termine7 ciò che è stato iniziato dalla Famiglia Naturale, offrendo al Neofita l’occasione di divenire Padrone dei suoi Sensi fisici e psichici e di acquisire le conoscenze spirituali necessarie per divenire utile non solo a se stesso, ma anche al resto della Società Umana. Il Massone trascorre quindi una nuova Infanzia e una nuova Adolescenza tra il I e il II grado, radicandosi come il Seme nella Terra fertile, scoprendo i suoi interessi, germogliando, crescendo e sviluppandosi secondo le sue inclinazioni. Sbocciando, impara ad avere cura di sé e degli altri, ad accettare e superare le sfide della Vita, a mettersi continuamente in discussione e alla prova per diventare migliore, in attesa che arrivi la Stagione Adulta, quando potrà raccogliere i Frutti del suo duro, ma appagante Lavoro, per condividerli con gli altri e divenire a sua volta seminatore di “nuove piante”.

 

Riguardo a quest’ultima Stagione nel Catechismo leggiamo ancora:

 

D – A che ore cominciano i lavori dei Compagni, e a che ore finiscono?

 

R – Cominciano a mezzogiorno e finiscono a mezzanotte.

 

D – che vuol dire?

 

D – Vuol dire che l’uomo ha già toccato il mezzogiorno della sua età, prima di poter essere utile alla Società ma che da questo momento deve lavorare al bene comune fino alla sua ultima ora.

 

L‘Età Adulta, che si avvia verso la Vecchiaia, equivale quindi alla Maestria ed è paragonata al Mezzogiorno della Vita, la Stagione che astronomicamente coincide con l’Inverno, con lo Zenit Cosmico, quando la Luce del Sol Invictus trionfa sulle Tenebre. In Astrologia corrisponde al quarto quadrante, al Medio Cielo e alla X Casa del Capricorno, dove rappresenta l’apice del successo, la realizzazione professionale, l’indipendenza, il trionfo, ma anche tutte le responsabilità che questo Status porta con sé, fino alla fine.

 

Il Segreto per Orientarci nella Vita di tutti i giorni, per Rinnovarci continuamente e dunque vivere in Armonia8, imparando a Conoscere noi stessi9, il nostro Ritmo psichico-fisico ed emotivo e la nostra reale posizione nel mondo. Concetti questi che ci vengono insegnati fin dall’inizio della Cerimonia di passaggio, quando ci viene consegnata la Regula che dovremo seguire, nella forma di un Regolo da 24 pollici.

 

Questo strumento muratorio di “rettificazione”, rappresenta, infatti, un chiaro invito a uniformarci ai Ritmi Naturali, dividendo il nostro Tempo in 4 parti uguali: una da dedicare al Lavoro, una a Noi stessi, una gli Altri e infine, una al Riposo. Una cosa più facile a dirsi che a farsi, ma che può cambiare completamente la qualità della nostra vita e delle persone a noi legate. Un’ impresa titanica che solamente un Iniziato può tentare, avanzando a piccoli Passi nella Conoscenza del Mondo che è dentro e fuori di Lui.

Di Arthea (Elena Frasca Odorizzi)

NOTE __________________________________________________________________________________________________________

 

1«Si Sedes Non Is» è il famoso motto inciso sulla Porta Alchemica del Marchese Palombara. Letteralmente vuol dire “se stai seduto non sei”, cioè se non ti muovi, se non vivi, non esisti. La frase è palindroma e si legge anche al contrario con significato opposto: «Si Non Sedes Is», ovvero se non stai fermo, se ti dai da fare, allora sei. Esisti , Realizzi te stesso.

2Guide de Maçons Ècossais, p. 51.

3Recueil prècieux de la Maçconnerie Adomhiramite, «D – Che cosa venite a fare qui? R – Vengo a vincere le mie passioni, sottomettere la mia volontà e fare nuovi progressi nella Massoneria. D – Che cosa intendete voi per Massoneria? R – Intendo lo studio delle scienze e la pratica della virtù.»

4Gradus, in latino, vuol dire sia gradino che passo.

5Il numero 5 deriva anche dalla somma 4+1, che corrisponde alla Materia, il cui simbolo è il quadrato a 4 lati, sormontata dalla scintilla dello Spirito, cioè l’Unità originaria. Geometricamente il numero 5 può quindi essere espresso, non solo dalla Stella Fiammeggiante, ma anche da una Piramide a base quadrata, come quella che sormonta la Pietra cubica nel Quadro di Loggia, detta appunto pietra cubica a punta.

6 IRÈNE MAINGUY, Simbolica Massonica del Terzo Millennio, op. cit., pp. 230-231.

7Dal greco teleté che indicava l’Iniziazione ai Misteri attravero un Rito “che perfeziona”.

8Per i Pitagorici la Dea Armonia si manifestava attraverso il numero 5, come espressione matematica della Ierogamia (Unione Sacra) degli Opposti (il pari e il dispari, 3+2).

9Dal Catechismo di II Grado: Venerabile – «Fratello Primo Sorvegliante, perché occupate codesto posto in Loggia di Compagno?» Primo Sorvegliante – «Per rammentare che lo studio di se stessi è la prima scienza alla quale si deve applicare chi vuole raggiungere la saggezza […].»

Share Button

Il Catechismo Ermetico-Massonico della Stella Fiammeggiante del Barone Tschudy

«Il rimprovero che è sempre stato fatto alla massoneria è di dire che, poiché mediante il suo regime essa deve rendere migliori gli uomini, è assurdo che le sue conoscenze siano riservate a un manipolo di esseri, i quali per il loro stato sono tenuti a farne mistero: l’obiezione cessa totalmente se è vero che la scienza dei massoni, e il loro scopo positivo, siano gli stessi della filosofia ermetica, tale e quale è stata precisata1

 

Stella_fiammeggiante20 anni fa acquistai una copia del Catechismo Ermetico-Massonico della Stella Fiammeggiante, pubblicato nel 1984 dalle Edizioni Atanòr2, ma come era prevedibile non riuscii a capirci niente di niente.Le mie conoscenze Alchemiche erano ancora troppo limitate e quelle Massoniche pressoché nulle, così lo misi in Libreria e me ne dimenticai. Qualche giorno fa, mentre facevo spazio al Picatrix, questo strano libro ha rifatto capolino e ho deciso di rileggerlo.

Stavolta è andata meglio, anche se sono rimasta un po’ delusa nello scoprire che il Catechismo è solo parte di un’Opera più ampia, in due Volumi, pubblicata recentemente in Francia3, insieme a una raccolta di Rituali des grades alchimiques du baron Tschoudy4 della quale ho potuto leggere alcuni interessanti capitoli. Per ora accontentiamoci di questa “piccola perla” tradotta in Italiano, auspicandoci che presto vengano pubblicati i restanti testi.

L’AUTORE: IL BARONE TSCHUDY

L’autore del Catechismo Ermetico-Massonico della Stella Fiammeggiante è il Barone Henri Theodor Tschudy5 (1724-1769), che nel 1751, a soli 27 anni, fu installato in qualità di Maestro Venerabile in una Loggia di Napoli, dall’allora Gran Maestro della Libera Muratoria napoletana, il famoso Principe Alchimista e Scienziato Raimondo de Sangro. La Loggia di questi due incredibili personaggi, «secondo gli intendimenti di entrambi, si proponeva [di dare] una lettura dei rituali massonici in chiave essenzialmente ermetico-filosofica6», purtroppo però le cose non andarono secondo i loro piani. In quello stesso anno, infatti, Papa Benedetto XIV, preoccupato per l’evolversi della Massoneria Scozzese tra i Cattolici, confermò la scomunica pronunciata da Clemente XII, nel 1738, contro i Massoni, costringendo lo Tschudy all’esilio e il Principe Raimondo de Sangro (1710-1771) a fare pubblica ritrattazione delle sue idee «onde stornare dai Massoni napoletani le ire di Carlo III7».

Nel 1760 il Barone migrò quindi a San Pietroburgo, dove lo ritroviamo come Oratore di una delle Logge che stavano fiorendo in quel momento in Russia, con il favore della Zarina Caterina8. Ritornò poi in Francia dove non solo divenne uno degli ideologi del futuro Rito Scozzese9, ma creò anche un suo Sistema Cavalleresco nel quale figurava anche un Grado Rosa-Croce. Nel 1766 fondò «L’Ordre de l’Etoile Flamboyante», una Loggia di stretta osservanza Ermetica nella quale sviluppò gli insegnamenti del Principe Raimondo di Sangro. «L’Ordine della Stella Fiammeggiante», detto anche «Ordine dei Filosofi Incogniti», era un vero Ordine iniziatico a se stante, diviso in tre gradi, Apprendista, Compagno e Professo o Filosofo10, sul modello della «Societé des Philosophes Inconnus», fondata un secolo prima dal Sendivogius, famoso Alchimista Rosacrociano11, Medico e Pioniere della Chimica moderna.


MASSONERIA E ROSACROCIANESIMO: PRIMI RAPPORTI TRA 16° e 17° SECOLO

Le vicende del Barone si intrecciano con alcuni dei momenti più salienti della Storia della Massoneria e dell’Esoterismo settecentesco, compresa la questione, mai risolta, dell’influenza dell’Ermetismo Rosacrociano sulla nascita della Massoneria Moderna.

A) Il Pensiero Riformista Rosacrociano

Il passaggio dal 16° al 17° secolo fu per l’Europa un periodo di irrequietezza e di fermenti. Alfred Schmidt dipinge un perfetto quadro socio-politico di questo complesso periodo storico, ricco di fervore culturale e innovazione scientifica:

Gli uomini consideravano antiquati i loro principi di vita sociale e culturale. Il carattere obbligatorio delle credenze tradizionali sembrava pericolante. Stava sorgendo una nuova visione del mondo. La nuova fisica stava imparando a leggere, con una metodica, nel libro della natura. Allo spirito empiristico di rigorose sperimentazioni si unì un razionalismo che dette vigore solo a quello che reggeva di fronte a una sovrastante intelligenza. Bacone e Cartesio, i grandi metodologi, erano gli araldi di una nuova epoca. Le «cose» dettero la misura del ragionamento critico. Il principio, lucido e calcolato, di una borghesia che stava emancipandosi dai poteri del passato, si sentiva dovunque. Scienza e fedi si allontanavano talmente l’una dall’altra che anche il protestantesimo si irrigidì nell’ortodossia. Stato e Chiesa esigevano una riforma. Le migliori teste europee sentivano il peso della decrepitezza, altrettanto ansiogeno quanto la paura del futuro. In questo fragile periodo di transizione risuonò improvvisa la nuova parola d’ordine, ancora oggi valida: ricostruzione generale di tutto il mondo. Essa fu sostenuta da un gruppo di persone che si autodefinivano Rosacrociani, sparse, inafferrabili, avvolte nel mistero. Si trattava di cristiani profondamente inquieti, aperti ai problemi del mondo, provenienti per lo più dalle chiese riformate, che perseguivano una sintesi, conforme alla svolta storica, di fede e di scienza, di religione e di razionalità. Iddio – essi ne erano persuasi – si manifesta sia in maniera sensibile che soprasensibile. Comunque, al di sopra di ogni separazione preesistente, tutto deve tendere verso una unità superiore. Alfonso Rosenberg così descrisse il punto centrale programmatico dei Rosacrociani: «per essi creazione e redenzione, il dono divino della grazia e la cultura umana erano scaturiti da un’unica radice … e indicavano un’unica meta futura. L’umanità intera, d’ambo le parti, il mondo intero nel profano e nel divino. Questa era la meta della loro visione. Un respiro attraversò il mondo di allora: dunque questa vita di contrasti doveva venir vinta; dunque era possibile ricongiungere in Cristo tutto quello che era stato e quello che sarà, il mondo interiore ed esteriore. Questi furono gli uomini che fecero rivivere la Croce, unica Spes. Ma ora non si trattava più dell’isolata Croce della Passione, ma come il nome stesso del movimento indicava, “la Croce nella Rosa”: la Croce come segno di redenzione nella Rosa, il segno della multiforme creazione, della natura, del mondo. In altre parole il nuovo insegnamento promette l’unificazione della vita scissa. Coraggiosamente esso solleva la materia a una coscienza religiosa, insegnando francamente la sua conformazione cristica. A una interiorizzazione mistica corrispondeva una religiosità universale, spesso accompagnata da audaci speculazioni naturali. Sembra possibile conciliare l’astratto e il concreto, fede e scienza, nell’idea di un Cristo antidogmatico, di grandezza cosmica. È sorprendente quanto diversi, per nazionalità ed estrazione sociale erano gli uomini che agivano come propagandisti dell’annuncio rosacrociano di salvezza12[…].

Lo scopo dei Rosacroce era dunque l’instaurazione di una pace definitiva tra cattolici e protestanti e la conciliazione tra il nascente pensiero scientifico e quello religioso. Tra i primi Rosacrociani troviamo il giovane studente di teologia Johann Valentin Andreae (1586 – 1654), che come tutti gli Intellettuali dell’epoca desiderava la fine delle sanguinose guerre di religione e l’avvento di una Nuova Società Cristiana, riformata, evoluta, e pansofica. Influenzato dagli studiosi millenaristici tedeschi di fine ’500, che profetizzavano una grande Riforma che avrebbe investito il secolo successivo, scrisse il primo documento programmatico del futuro movimento dei Rosacroce, esponendone origine (il 1407), regole e principi. Il testo fu pubblicato nel 1614 con il nome di Fama Fraternitatis, e a questo seguirono la Confessio Fraternitatis (1615) e Le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreuz (1616).

Da questi primi Manifesti prese il via una discussione infinita sulle proposte Rosacrociane, che suscitarono una enorme quantità di risposte favorevoli, ma anche contrarie.

B) Rosacrociani, Massoni o Scienziati?

Tra coloro che vengono annoverati tra i più famosi Rosacroce dell’epoca troviamo il già citato Sendivogius (1566-1636), noto come il Cosmopolita, ma anche il Medico, Alchimista e Musicista tedesco Michael Maier (1568-1622), Consigliere di Rodolfo II e il Medico, Alchimista e Cabalista inglese Robert Fludd (1574-1637), erede del pensiero di Marsilio Ficino e Pico della Mirandola.

Tra di essi spicca anche Johann Amos Comenius (1592-1670), Vescovo della Confraternita Boema, Umanista e Pedagogo Cecoslovacco. Quest’ultimo credeva che solo attraverso la Cultura l’essere umano potesse formarsi sia nella vita spirituale, che civile, di conseguenza sosteneva fermamente l’estensione del sistema scolastico a tutte le classi sociali, compresi Donne e Handicappati.

A partire dal 1616 Comenius si dedicò a teorizzare un sistema «Pansofico», attraverso il quale raggiungere la «Panarmonia» tra tutti i Popoli, mentre nel 1642, sulla scia dell’Opera la Nuova Atlantide (1626) di Francesco Bacone (1561-1626) e delle teorie del Sendivogius, sviluppò «il progetto di un Collegio universale formato da uomini di tutte le nazioni, colti e attivi, i quali dovrebbero cercare i mezzi per condurre al benessere tutto il genere umano13».

In questo stesso periodo troviamo le prime prove storiche di contatti diretti tra i Rosacroce e le varie Logge Inglesi e Scozzesi, che all’epoca erano ancora costituite da Liberi Muratori Operativi, in forma di associazioni corporative con propri statuti interni e un simbolismo più o meno connotato dalle tradizioni locali.

La più antica testimonianza di un “presunto” legame tra Massoni e Rosacroce si trova in una Poesia, pubblicata a Edimburgo nel 1638, nella quale si legge:

Perché ciò che noi presagiamo non è vago,

perché siamo Fratelli della Rosa+Croce:

possediamo la parola massone e la seconda vista15,

possiamo predire esattamente gli avvenimenti

che accadranno […] 16

Sappiamo poi che i primi Massoni «accettati» nelle Logge Operative, storicamente riconosciuti, furono Sir Robert Moray, Statista, Alchimista e Rosacroce, che nel 1641 fu accolto in una Loggia di Liberi Muratori Operativi di Edimburgo, e il Rosacroce Elias Ashmole17, Antiquario inglese, Studioso di Cabala, Alchimia e Astrologia, che nel 1646 fu ammesso in una Loggia di Mestiere del Lancashire18.

Entrambi figurano tra i fondatori della Royal Society, la prima accademia nazionale «per la promozione della cultura fisico-matematica e dell’approccio sperimentale»19, nata dal desiderio di 12 scienziati di riunirsi a discutere il nuovo metodo sperimentale di Francis Bacon. Tra questi vi era anche Robert Boyle (1627-1691), l’iniziatore della chimica moderna, che in alcune sue lettere parlava dell’esistenza di un «Collegio Invisibile o filosofico», che lo aveva contattato, ma troviamo anche il famoso Architetto inglese, Christopher Wren, Professore di Astronomia e ultimo Gran Maestro della Massoneria Operativa.

Fu proprio dopo una conferenza tenuta da Christopher Wren nel 1660, che fu fondata la Royal Society, il cui motto era Nullius in Verba, “non fidarti delle parole di nessuno”, quindi Dubita sempre, un concetto alla base del Metodo Scientifico, che divenne un caposaldo anche del Metodo Massonico20.

C) Dalla Massoneria Operativa a quella Speculativa

Tra il ’600 e il ’700, la maggior parte degli studiosi e intellettuali inglesi avevano dunque gli stessi interessi scientifici, aspiravano agli stessi ideali di Rinnovamento e soprattutto frequentavano le stesse associazioni.

Ovviamente non è possibile dire «Chi influenzò Chi» è certo però che lo spirito costruttivo della Libera Muratoria delle Logge Operative21 a un certo punto incontrò le aspirazioni scientifiche della Royal Society e le “visioni futuristiche” dei Rosacroce, e questo fece si che nel 1717 alcune Logge si trasformrono in qualcosa di diverso: una sorta di Confraternita Iniziatica tesa a progettare all’interno e realizzare all’esterno il Progresso dell’Umanità, andando ben oltre le divisioni politiche, sociali, culturali e religiose del mondo che li circondava.

Una Società simile a quella proposta da Comenius (anche nel linguaggio e nei regolamenti14) composta, nelle sue più pure ambizioni, da Sapienti Iniziati guidati dalla Ragione che avrebbero radunato le Conoscenze Sacre di tutte le Religioni del Mondo, (Pagane, Cristiane, Islamiche, Orientali, ecc.), così come era stato postulato ancora prima che dai Rosacroce, da Gemisto Pletone e dagli Ermetisti Neoplatonici, nel Rinascimento22.

Questi stessi concetti furono espressi da Gotthold Ephraim Lessing, Massone, Scrittore, Filosofo Illuminista e Drammaturgo tedesco, nei suoi Dialoghi Massonici  del 1778-1780:

FALK – E speriamo anche con fervore che ci siano in ogni nazione uomini che si riescano a liberare dai pregiudizi della religione nella quale sono nati e che non credano che il bene e la verità siano obbligatoriamente quelli che hanno insegnato loro di riconoscere per tali.
ERNST – Speriamolo di tutto cuore!
FALK – E se questa speranza si realizzasse?
ERNST – Realizzarsi? In qualche tempo e in qualche luogo si troverà pure un uomo di tal fatta.
FALK – Perché dici in qualche tempo e in qualche luogo?
ERNST – In determinate epoche e paesi essi saranno più numerosi.
FALK – E che accadrebbe se, fin d’ora, si trovassero ovunque uomini di questa specie? E se continuassero ad esistere sempre nel futuro?
ERNST – Lo volesse Iddio!
FALK – E se questi uomini non vivessero in uno sterile isolamento, se un giorno cessassero di essere una chiesa invisibile?
ERNST – È un bel sogno
FALK – E se questi uomini fossero semplicemente tutti dei massoni?
ERNST – Come?
FALK – Sì, che diresti se i massoni si proponessero anche il compito di riavvicinare in ogni modo possibile gli uomini resi stranieri gli uni agli altri dalle proprie divisioni? [… uno dei princìpi fondamentali dei massoni ...] consiste nell’ammettere nel loro ordine qualsiasi uomo onesto, capace di essere massone, a qualsiasi nazione, religione e classe sociale appartenga.
ERNST – Davvero?
FALK – A dire il vero, per uomini che vogliono superare ogni divisione, questo principio è piuttosto un dato a priori che uno scopo da raggiungere. Ma bisogna pure che vi sia del nitro nell’aria perché i muri si salnitrino!

In questa “Nuova Massoneria”, detta Speculativa, confluirono dunque tutta una serie di conoscenze eterogenee, tratte dalla Bibbia, dalla Filosofia, dall’Alchimia, dall’Ermetismo, dalla Cabala, dai Culti Misterici antichi, dalla Cavalleria Templare, dai Rosacroce, dalla Gnosi, dalle Filosofie Orientali, ecc., che vennero diluite nei vari Gradi, soprattutto negli Alti Gradi del Rito Scozzese23, usando come collante il linguaggio architettonico elevato a codice iniziatico.

Così facendo la Massoneria Speculativa gettò le basi per divenire un poderoso Edificio della Conoscenza, costituito da Camere Inferiori e Superiori, nelle quali istruirsi e perfezionarsi sulle più diverse scienze e discipline iniziatiche, in qualità di Maestri Liberi Muratori.

Dato che la Casa del Sapere per sua propria natura è Infinita come la Curiosità umana, accadde che una volta saliti tutti i Gradini disponibili alcuni Iniziati iniziarono a desiderare approfondire certi argomenti, aggiungendo “nuove stanze” all’edificio.

 

Questo comportò una dura battaglia tra le Logge e le Commissioni di controllo, che cercavano di limitare: la fondazione di nuovi Riti, l’introduzione dello studio e della pratica della Magia, la nascita di Nuove Obbedienze Massoniche indipendenti dalla Gran Loggia di Londra, compresa la fondazione di Obbedienze Miste, cioè aperte anche alle Donne. Le Commissioni persero molte delle loro battaglie. Nel Tempo nacquero, infatti, i temuti Ordini Misti, Nuovi Riri e Ordini Massonici indipendenti sparsi per il Mondo e molti Massoni, interessati alla Magia Cerimoniale, preferirono “mettersi in sonno”, fondando Società Iniziatiche non Massoniche, ma composte soprattuto da Liberi Muratori (Societas Rosacrociane, l’Ordine Ermetico della Golden Dawn, ecc.).

In questa prospettiva vanno, forse, inquadrati anche gli esperimenti del Barone Tschudy e del Principe De Sangro, che  cercarono di creare un Ordine Massonico ed Ermetico in ugual misura, provvisto di propri Statuti, Rituali e Catechismi.

Cerchiamo dunque di capire come il Barone cercò di concretizzare queste sue legittime aspirazioni.

 

L’ORDINE E GLI STATUTI DELLA STELLA FIAMMEGGIANTE

Il trattato del Barone Tschudy «L’Ètoile Flamboyante ou la Societé des Francs-Maçons considerée sous tous les aspetcs», stampato nel 1976 «à l’Orient chez le Silence», si compone di due volumi.

Nel primo volume troviamo una prefazione sull’Idèè generale de la Maçonnerie considerée sous un point de vue philosophique, sous le nom del La Societè des Philopshoses Inconnues.

Nel secondo volume sono riportati: (1) gli Statuti dell’Ordine divisi in 30 capitoli, (2) il Catechismo dell’Ordine «ou Istruction pour le grade d’Adepte ou apprentif philosophe sublime e inconnu» e infine (3) un’Ode Alchemica, indicata come una sorta di Chiave interpretativa e riassuntiva della Grande Opera. In appendice vi sono una serie di discorsi (4) tenuti per lo più in Logge di rito scozzese in varie località dell’Europa, tra cui quella del principe di Sansevero (Discours prononcè a la reception de plusieurs Apprendiste à la loge du Prince di S.S. a Naples, 1745). Il volume termina con un breve articolo sull’Adoption ou Maçonnerie del Femmes24, (una questione molto sentita, fin dall’inizio).

Come riportato dal Wirth25, gli Statuti sono quasi identici agli Statuts des Philosophes Inconnus del Sendivogius, tranne qualche lieve modifica nel I, nel IV e nel XXX articolo, dove mancano brevi riferimenti alla religione cristiana26.

Dal Sendivogius, il Barone, non trasse però solamente gli Statuti, ma l’idea stessa dell‘Ordine della Stella Fiammeggiante. Il Cosmopolita, infatti, aveva postulato ed esposto in alcune lettere personali la sua Idèe d’un Novelle Societè de Philosophes, i quali avrebbero dovuto diffondere su tutta la Terra le conoscenze Ermetiche e spiegare «il soggetto o materia sui cui si deve lavorare». I Filosofi di questa Società, così simili ai Fratelli della Rosa+Croce, agli Illuminati di Bacone e ai Filosofi di Comenius, non dovevano essere scambiati per “falsi alchimisti”, dovevano restare “sconosciuti” e diffondersi ovunque27.

Dato che i princìpi base degli Statuti del Sendivogius erano molto simili a quelli che vennero poi adottati dalla Massoneria, fu piuttosto semplice per il Barone Tschudy trasformarli negli Statuti del suo Ordine Ermetico-Massonico. Nell’articolo primo, per esempio, si legge che:

questa compagnia non deve essere limitata a una contrada, una nazione, un reame, una provincia, o in una parola a un luogo particolare; ma essa deve espandersi per tutta la terra abitabile al pari di una religione santa e chiara, laddove la virtù è conosciuta, o la ragione seguita: un bene universale, infatti, non deve essere racchiuso in un piccolo luogo rinserrato; al contrario, deve essere portato ovunque si trovino soggetti adatti a riceverlo28.

Nell’articolo tre si suggerisce che il numero degli associati sia in relazione alla Prudenza, per cui saranno il Tempo, il Luogo e la Necessità a determinarne il numero, senza dimenticare però che:

«la vera filosofia non si accorda affatto con una moltitudine di persone e perciò sarà sempre più sicuro limitarsi a un piccolo numero [...]29.

Ovviamente gli ideali illuministi imponevano una totale uguaglianza tra gli uomini, quindi:

non è necessario che coloro i quali saranno ricevuti nella compagnia siano tutti della medesima condizione, professione o religione. Sarà richiesto che essi siano almeno convinti dei santi misteri della religione cristiana, che amino la virtù, che abbiano spirito adatto alla filosofia, in modo che l’ateo e l’idolatra non possano essere ammessi [...]30.

Nei successivi Articoli vengono richiesti non solo costumi impeccabili, ma anche:

un autentico desiderio di penetrare nei segreti della chimica, e una curiosità che sembra venire dal fondo dell’anima; di conoscere non le ricette dei ciarlatani, ma le ammirevoli operazioni della Scienza Ermetica.

Il Silenzio sui Misteri è d’obbligo, perché:

se un uomo non sa tacere e non sa parlare che quando occorre, non avrà mai il carattere di un autentico e perfetto Filosofo31.

Riguardo alla Pratica Alchemica l’articolo 18 prescrive, al neofita, lo studio «dei nostri libri e degli altri Filosofi32», ma anche il «mettere egli stesso mano alla Pratica, senza la quale ogni speculazione è incerta».

L’importante è astenersi «da ogni operazione sofistica sui metalli di qualunque specie essi siano» e soprattutto non si doveva avere alcun commercio con tutti i ciarlatani e dispensatori di ricette:

perché non vi è niente di più indegno per un filosofo cristiano il quale cerca la verità e vuole aiutare i suoi Fratelli, che di fare professione di un’arte ingannatrice33.

L’articolo 21, spiegava infatti che «si può lavorare alla chimica comune» e distillare, lavorare i minerali, «cose che da noi a volte sono necessarie», ma solo entrando in un «laboratorio di chimica volgare», che non avesse una cattiva reputazione34.

Nell’Articolo 30, infine, si invita «Chi giunge a realizzare la Pietra» a «donare una piccola parte della sua Polvere, esplicare il processo o aiutare gli altri con consigli». Quest’ultimo «è il metodo migliore, perché ognuno dovrebbe arrivarci da solo35». Si dovrà inoltre «dedicare le ricchezze realizzate ai poveri, alla costruzione di Chiese nuove e al restauro di quelle vecchie»36.

È particolarmente interessante anche l’articolo 15, nel quale si prescrive l’adozione per i neofiti, di un «nome cabalistico da cui si potesse trarre possibilmente l’anagramma del suo nome o di qualcuno degli antichi filosofi37», cosa che in Massoneria purtroppo non usa38, ma tra gli Alchimisti si.

ANALISI DEL CATECHISMO E DELL’ODE ALCHEMICA

Il Catechismo della Stella Fiammeggiante è strutturato esattamente come un Catechismo Massonico. Stesso modo di essere breve, conciso e diretto, con una cadenza precisa e varie formule fisse.

Il Termine Catechismo deriva dal verbo greco katechèo, che significa «istruisco oralmente». Introdotto dalla Religione Cristiana per indicare l’insegnamento dogmatico fondato sulla Fede, si diffuse anche nell’ambito delle Confraternite, delle Gilde Corporative, come strumento didattico per codificare e trasmettere le conoscenze di Mestiere, in maniera semplice e diretta, senza bisogno di saper leggere o scrivere. L’impiego della Catechesi, cioè dell’insegnamento orale, passò quindi dalla Libera Muratoria Operativa alla Massoneria Speculativa, la cui ritualità comprendeva oltre alle cerimonie di iniziazione, anche momenti di istruzione incentrati sulla recitazione di Dialoghi tra Maestro e Apprendista. Questi testi apparvero nella prima metà del 1700 e sicuramente ispirarono anche i Catechismi Laici Repubblicani napoletani di fine secolo39.

Le domande e le risposte del Catechismo di Tschudy, secondo il Wirth, sono ispirate dal Novum Lumen Chimicum del Sendivogius, dal quale il Barone estrasse i punti salienti e li mise in forma di domanda e risposta tra Maestro e Apprendista. I riferimenti massonici, invece, sono inediti e rendono quest’opera assolutamente originale e unica.

 

A) LA VIA FILOSOFICA O ALCHMISITICA

Eliphas Levy, nel suo Dogme et Rituel de la Haute Magie, scrisse che:

il Catechismo ermetico, contenuto in questo lavoro, che indichiamo ai saggi cabalisti, contiene tutti i veri principi della Grande Opera in un modo così chiaro da arrivare alla Verità, quindi la non comprensione evidenzierebbe la completa mancanza di conoscenza nell’occultismo40.

Cercando di non deludere Levy addentriamoci nel significato del Catechismo, partendo dalla Risposta 94 dove ci viene detto che:

bisogna soprattutto aver cura di non prendere quello che [i Filosofi Ermetici] dicono su tale argomento alla lettera, e seguendo il suono delle parole: giacché la lettera uccide e lo spirito vivifica41.

Questo non vuol dire che dobbiamo interpretare le allegorie degli Alchimisti “psicologicamente”, ma, solo che non dobbiamo prendere le loro fantasiose metafore alla lettera. Quando, infatti, il Barone vuole farci capire che dobbiamo cogliere un’analogia morale ce lo dice chiaramente, ricorrendo a un parallelo tra l’operazione alchemica e il metodo massonico, altrimenti si tratta di Alchimia Pratica e noi dobbiamo cercare di capire di che sostanze stiamo effettivamente parlando.

1) LA QUINTESSENZA

Protagonista del Catechismo è il «Seme di ogni cosa», «il Soffio Divino, il fuoco centrale ed universale che vivifica ogni cosa42», la Quintessenza di Tutto, che ovviamente inizia e finisce con Dio. Questa Sostanza è Una, e Androgina, perchè è contemporaneamente Maschio e Femmina ed è paragonabile al Mercurio.

È volatile e dotata di intelligenza, perché secondo la teoria delle Emanazioni di Plotino, funge da supporto per accogliere il Nous, lo Spirito Universale, funzionando da intermediaria (una sorta di anghelos, di tramite) tra Dio e il Mondo. 

Il Germe di tutte le Cose, in Massoneria, è rappresentato dalla Stella Fiammeggiante:

 Non è affatto visibile, sebbene agisca visibilmente, giacché non è che uno spirito volatile che svolge la funzione nei corpi e che è animato dallo Spirito Universale, che noi in Massoneria volgare conosciamo sotto il rispettabile emblema della Stella Fiammeggiante.

Forse qualcuno avrà già capito che il «Seme di Ogni Cosa» altri non è che l’Anima Mundi: un concetto filosofico-spirituale che nacque con Platone, ma fu poi poi riutilizzato e ampliato soprattutto dagli Stoici, dai Neoplatonici e dagli Ermetisti. Scomparso con la fine del Mondo Antico, riapparve nel Medioevo, intorno al 1100, quando il teologo Guglielmo di Conches paragonò questa “Energia” allo Spirito Santo, rischiando una condanna per Eresia:

L’Anima del Mondo è un’energia naturale delle cose per cui alcune hanno soltanto la capacità di muoversi, altre di crescere, altre di percepire attraverso i sensi, altre di giudicare», aggiungendo che «ci si chiede cosa sia quell’energia. Ma, come mi sembra, quell’energia naturale è lo Spirito Santo, cioè una divina e benigna armonia che è ciò da cui tutte le cose hanno l’essere, il muoversi, il crescere, il sentire, il vivere, il giudicare[…] ma non si sviluppa il medesimo potere in tutti, ciò a causa dell’inerzia e della natura dei corpi43».

Quest’ultima affermazione ricorda la Risposta n° 20 dove si dice che il «Germe di ogni cosa», generato dai 4 Elementi, mediante la Volontà dell’Essere Supremo e l’immaginazione della Natura, «contrae differenti modifiche; giacché esso passa per luoghi differenti, rami, canali, condotti, in modo che ogni cosa nasce secondo la diversità dei luoghi44». In pratica si comporta come l’Acqua, che passando per un ruscello, se incontra il colore rosso, diventa rossa, se incontra un sale, diventa salata, e così via.

 

Con l’Anima Mundi si possono dunque creare tutti i possibili “miscugli e composti” che danno origine al Mondo e alle sue molteplici Creature. Essa è il fondamento vitale di tutta la manifestazione che vivifica tutti i corpi e tanto più questi ne sono colmi, tanto più sono perfetti e incorruttibili. «Un grano di questo spirito d’origine celeste, preso da solo, ha più efficacia di un vaso di medicina45», di conseguenza, se si potesse Corporificare lo Spirito del Mondo, si potrebbe creare un Elisir miracoloso capace di curare ogni malattia e di portare ogni cosa a perfezione.

Il resto del Catechismo è dedicato a indicare gli elementi, le fasi, le operazioni necessarie a ottenere quella che comunemente viene chiama la Pietra Filosofale, il Santo Graal della ricerca alchemica.

 

B) LA MATERIA PRIMA

Riguardo alla Materia più idonea da usare, l’attenzione degli Alchimisti settecenteschi si indirizzò sullo Stibium, o Solfuro di Antimonio, nome indicato “tra le righe” anche nelle ultime pagine del Catechismo46.

Poiché per legare il Corpo e lo Spirito Volatile erano necessari dei Sali che fungessero da mediatori, gli Alchimisti dettero il nome di Magnesia47 a tutte quelle sostanze che erano in grado di attrarre e trattenere, come un Magnete, lo Spirito Universale o Anima Mundi48.

Tra il XVII e il XVIII secolo grande fu il dibattito su quale fosse la «calamita» migliore. In base alla teoria che il simile attrae il simile fu scelto il Salnitro, ma vi era anche un altro Fondente Filosofico, molto usato: il Tartaro. Quando era necessario usarli entrambi si parlava semplicemente di Sale Doppio.

Il Salnitro era una sostanza estremamente comune e diffusa in Natura:

è un tale minerale, in parte volatile, in parte fisso, che cavasi dalle pietre e dalle terre, dalle case cadute, dalle fabbriche vecchie, dalle caverne, dai cimiteri, dalle stalle, dalle colombaie, dalle orine di molti animali. […] Questo Sale è stato principalmente formato da un acido dell’aria, il quale dopo aver rarefatto le pietre, o la terra, vi si e fissato o corporificato. Se ne trova un poco in certi pozzi profondi o alcune acque stagnanti,nella rugiada49, nella pioggia; le terre fertili sono tutte ripiene di Salnitro50.

Nella Risposta 161 si dice più o meno la stessa cosa, che la Materia Prima «è vile e non ha dapprima alcuna eleganza in sé […] non è utile che per la nostra Opera», mentre nell’Ode si precisa che si trova:

in ogni loco. L’hanno i poveri, e i ricchi, a tutti sconosciuta, e a tutti innante. Abietta al volgo errante, che per fango a vil prezzo ogn’or la vende, preziosa al Philosofo, che intende.

Anche il Sendivogius aveva postoal centro dello Schema dell’Universo da lui stesso teorizzato il Salnitroproprio perché, trovandosi ovunque, sembrava essere essere il Sale più adatto a legarsi con lo Spirito Universale.

C) LE OPERAZIONI

Le operazioni riportate nel Catechismo sono più o meno le seguenti51: durante la Prima delle 3 Opere necessarie per realizzare la Pietra Filosofale bisogna preparare lo Stibium(o Solfuro di Ammonio) e mescolarlo con l’Acciaio Magico (il Ferro, “Principio Agente”) e il Fuoco Segreto (Salnitro + Tartaro). In questo modo si dovrebbero ottenere: da una parte l’Antimonio Puro, detto Regolo Marziale Stellato (Mercurio Dissolvente, o Mercurio Bianco o Comune Stellato52), dall’altra la Terra solforosa (Terra Rossa o Adamica) ricavata dalle Scorie calcinate, e infine altri due Sali, il Vitriolo o Leone Verde (o Smeraldo dei Filosofi) e il Sale d’Armonia.

Nella Seconda Opera si mescola di nuovo tutto, ma senza il Sale d’Armonia, e dopo varie fasi e operazioni (dai nomi particolarmente evocativi) si ottiene lo Zolfo Filosofico o Incombustibile, detto anche Oro Filosofico (Embrione, Rebis, Mercurio Filosofico, Secondo Mercurio, Infante Reale, ecc53).

Con la Terza Opera si riuniscono il Rebis della Seconda Opera con il Mercurio Dissolvente della Prima, per mezzo del Sale d’Armonia, che costituisce l’Uovo Stesso, il “Vetro”. Si susseguono quindi 7 Regimi rappresentati con i nomi dei 7 Pianeti, usati come codice cromatico, per indicare la giusta successione dei Colori che la sostanza deve assumere durante la Cottura. Il tutto viene rimescolato ancora una volta e cotto con la successione di altri 7 Regimi e a questo punto si consegue la Medicina Universale o Pietra Filosofale, con la quale dopo altre moltiplicazioni, fermentazioni e/o dissoluzioni in alcool, si potrà (forse) otterrere una Luce Inestinguibile54, l’Argento, l’Oro e l’Oro Potabile.

 

D) Il PROGRESSO SCIENTIFICO COME CHIAVE DEL LAVORO SPIRITUALE


Questa parte del Catechismo ci dimostra come ai tempi del Barone la linea di confine tra Alchimia e Chimica, fosse ormai molto labile. I meccanismi fisico-chimici della realtà e le sostanze scoperte, secolo dopo secolo, dai tanto bistrattati Alchimisti Operativi stavano per essere confermate “scientificamente”. Lo stesso Tschudy ebbe per Maestro il Principe di Sansevero, uno dei più famosi alchimisti e inventori dell’epoca, ma, come abbiamo visto, studiava con passione anche i testi del Sendivogius.


Il
Sendivogius, nella sua ricerca della Pietra Filosofale, aveva compreso che l’Aria non era una singola sostanza, ma conteneva una essenza vitale, che riuscì ad identificare usando come Corpo proprio il Salnitro. Questa Sostanza, che chiamò «essenza di vita», 170 anni dopo [all'incirca l'epoca della pubblicazione dal nostro Catechismo] venne identificatada Antoine Lavoisier famoso chimico, membro della Royal Society con il nome di Ossigeno e giudicata responsabile dei fenomeni di respirazione e di combustione.


Antoine Laurent Lavoiser
(1743-1794) non solo riconobbe e battezzò l’Ossigeno (1778), e l’Idrogeno (1783), ma gettò anche le basi della Nomenclatura Chimica, sostituendo i mitologici termini alchemici con termini chimici, in modo da rendere gli esperimenti verificabili scientificamente da tutti, nello stesso modo. Formulò anche la Legge di Conservazione della Massa, che afferma esattamente ciò che generazioni di Alchimisti prima lui avevano detto, ovvero che «niente si crea, niente si distrugge, ma tutto si trasforma continuamente», poiché «all’interno di un sistema chiuso, in una reazione chimica, la massa dei reagenti è esattamente uguale alla massa dei prodotti, anche se appare in diverse forme».

Isaac Newton (1643-1727), un altro membro della Royal Society, Matematico, Fisco, e grande cultore e collezionista di testi Alchemici, già qualche anno prima aveva invece formulato la Legge dell’Attrazione Gravitazionale, dimostrando ancora una volta che le teorie degli Alchimisti riguardanti una forza misteriosa in grado di attrarre due corpi a distanza, non erano fantasie, ma geniali intuizioni proto-scientifiche.

Da allora sono stati fatti molti passi avanti, ma il Principio Ermetico che Ciò che è in Alto è come Ciò che è in Basso è ancora valido.

La Materia viene ancora scomposta, e anche se non si parla più di Mercurio e Zolfo, ma di Molecole, Atomi, Bosoni e Femioni, continuiamo a cercare il Primo Mattone dell’Universo e le Leggi o Forze che governano il Tutto.

Ogni nuova Conquista della Scienza ci porta più vicino a capire in che modo le Leggi del Cosmo regolano anche la nostra Vita sulla Terra ed è proprio questo desiderio di trovare una Chiave di lettura spirituale attraverso il progresso scientifico, che ci introduce a quella parte del Catechismo che mette in relazione le Operazioni Alchemiche con il Metodo Massonico, per trarne insegnamenti Morali.

B) LA VIA MASSONICA

1) La Stella Fiammeggiante

La prima cosa che il Catechismo insegna al Neofita è che la Stella Fiammeggiante rappresenta la «Quintessenza Celeste55», il «Fuoco Centrale56» che funge da veicolo dello Spirito Universale, per portare il Soffio Divino nel Mondo e vivificare ogni cosa57.

La Stella Fiammeggiante è un simbolo fondamentale per la Massoneria (come lo sono la Squadra e il Compasso) e normalmente si incontra solo a partire dal II grado, ma nell’Ordine Ermetico Massonico dello Tschudy la troviamo visibile fin dal I Grado.

Nei Templi Massonici arredati per il grado di Apprendista al posto della Stella Fiammeggiante troviamo un Triangolo rivolto verso l’alto con al Centro un Occhio, un simbolo complesso che esotericamente dissimula la Tetractys Pitagorica e il Tetragrammaton.

catechismo-ermetico-massonico-1Nell’Ordine del Barone, invece, il Triangolo si trova al Centro della Stella Fiammeggiante, al posto della classica G58.

Lo Tschudy, nell’ultima pagina del Catechismo, in una nota a margine, spiega che:

il Tetragrammaton, lo Stibium, il Pentacolo, sono emblemi precisi: dei falsi dottori vi aggiungono delle ricette molto false.

In altre parole afferma che lo Stibium (la Materia Prima), il Tetragrammaton (la Tetractys) e il Pentacolo (la Stella Fiammeggiante) sono la stessa cosa, in quanto rappresentano la perfetta Quintessenza del Tutto su piani diversi.

 

1) Lo Stibium, come abbiamo visto, è la Materia Prima che dopo opportune trasmutazioni si trasformerà in Pietra Filosofale.

 

2) La Tetractys59è una antica figura sacra Pitagorica che rappresenta la successione aritmetica dei primi quattro numeri interi positivi, i quali posso essere geometricamente disposti a formare un triangolo equilatero di lato quattro, ottenendo così una Piramide che sintetizza il rapporto fondamentale fra le prime quattro cifre e la decade: 1+2+3+4=10 e viceversa, 10=1. 

338px-Tetractys.svg

 Nella Tetractys è dunque possibileriassumere tutta la Teoria, i Principi, la Simbologia e gli Elementi dell’Arte Alchemica, “il Tutto è Uno e Uno è il Tutto”, racchiuso nell’assioma dell’Alchimista Maria l’Ebrea «l’Uno diventa Due, i Due diventano Tre, e per mezzo del Terzo, il Quarto compie l’Unità61.

tetractys_alchemicaIn Pratica, i 4 Elementi Primordiali e Strutturali affiorati dal Chaos (Acqua, Aria, Terra, e Fuoco) si trovano alla base della Tetractys. Al di sopra vi sono i 3 Principi Filosofici nei quali i 4 Elementi sono ridotti  (il Mercurio, lo Zolfo e il Sale60). Sopra a entrambi si trovano i 2 Principi alla base di Tutto, le 2 Sostanze Nobili opposte e complementari, (l’Argento e l’Oro), attraverso le quali si ottiene la Pietra Filosofale, (il Rebis) meta ultima e origine di ogni cosa, posta in cima alla Piramide. Con lo steso sistema si ottiene anche il Tetragrammaton filosofico62.

3) Per quanto riguarda l’identificazione della Quintessenza con la Stella Fiammeggiante, bisogna partire dalla considerazione che l’Unione dei 4 Elementi può essere simboleggiata anche per mezzo di un Quadrato con un punto al Centro:

16. Chi genera questo seme o questo germe? R. I quattro elementi, per volontà dell’essere supremo e l’immaginazione della natura. D. 17. Come operano i quattro elementi? R. Con un movimento infaticabile e continuo, ciascuno di essi secondo la sua qualità, gettando il loro seme al centro della terra, poi in lei vengono ricotti e digeriti, poi spuntano all’esterno grazie alle leggi del moto63.

Se sommiamo i 4 Elementi con il loro prodotto (4+1), otteniamo il numero 5, che per i Pitagorici era un numero Sacro64”, in quanto, algebricamente, rappresenta l’Unione degli Opposti, ovvero il matrimonio aritmetico dei due principi costitutivi dell’Universo65: il primo dei numeri pari, il 2, con il primo dei numeri dispari, il 3 (2+3).

 

Questa Sacra Unione sul pianogeometrico viene rappresentata da un Pentacolo, cioè una Stella a 5 Punte, che i Pitagorici chiamavano Pentalfa e i Massoni chiamano Stella Fiammeggiante.

catechismo-ermetico-massonico-3Secondo lo Tschudy, per trovare la Pietra Filosofale, cioè la Quintessenza del Tutto,bisogna dunque trasfigurarsi in una Stella67, come quella che nel Tempio illumina i passi del Massone Filosofo verso il raggiungimento della Vera Armonia, cioè del perfetto equilibrio dentro se stessi.

Una famosa rappresentazione di questo concetto si trova nel De Magia di Cornelio Agrippa, nella quale si vede un Uomo iscritto in un Pentacolo68 a simboleggiare l’essere umano pienamente realizzato, cioè inserito nel giusto rapporto con il Cosmo, pronto a irraggiare nel mondo l’Armonia raggiunta, divenendo egli stesso un «Mediatore tra Cielo e Terra69», come l’Anima Mundi e quindi la Stella Fiammeggiante.

 

2) Le Caratteristiche della “Materia Prima”

Chiarita l’importanza della Stella Fiammeggiante vengono specificate le caratteristiche che deve avere Chi studia la Natura.

I Neofiti devono essere «tali e quali alla natura stessa, vale dire, veri, semplici, pazienti e costanti». Queste qualità devono essere presenti nei Candidati fin dalla prima Iniziazione, se si vuole che i Massoni diventino anche Filosofi dell’Arte70.

L’oggetto della ricerca dei Massoni e degli Alchimisti secondo lo Tschudy è infatti lo stesso, ma su livelli diversi.

Per i Massoni «è la conoscenza dell’arte di perfezionare ciò che la natura ha lasciato imperfetto nel genere umano e di arrivare al tesoro della vera morale71».

Per i Filosofi dell’Arte è «la conoscenza dell’arte di perfezionare ciò che la natura ha lasciato imperfetto nel genere minerale e di arrivare al tesoro della pietra filosofale72».

catechismo-ermetico-massonico-4Ovviamente si può essere o non essere d’accordo con questa teoria, dato che in realtà gli Alchimisti hanno sempre coltivano la Ricerca Spirituale, accanto a quella Operativa, ma in ogni caso il punto di vista del Barone ha un suo senso se si pensa che i Massoni settecenteschi si consideravano Eredi dei Rosacroce e quindi degli Alchimisti e degli Ermetisti.

Riguardo a come bisogna preparare la Materia Prima, cioè il Candidato, il Catechismo spiega che va purificato fin dalla prima iniziazione al grado di Apprendista:

quando lo si spoglia da ogni metallo e da tutti i minerali, e gli si toglie una parte dei suoi vestiti, in modo decente, questo è simile alle superfluità, superfici o scorie di cui bisogna spogliare la materia per trovare il seme73.

Il Profano, cioè Colui che è «fuori dal Tempio» e dall’Opera massonica74, è dunque come il Saturno Alchemico, in quanto rappresenta:

tutto ciò che risiede in un luogo impuro e freddo, allegoria del mondo e dalle sue imperfezioni75.

3) La Grande Opera

Lo Tschudy collega poi il «misterioso numero tre, sul quale poggia essenzialmente tutta la Scienza Massonica77» alla Grande Opera Alchemica81, che è Una e Trina e per questo è definita «un capolavoro di architettura78».

3 sono infatti le Grandi Operazioni necessarie a creare la Pietra Filosofale, 3 sono le Sostanze con cui è possibile «fare di uno due e di due uno, e nulla più 76», così come 3 sono i Gradi della Massoneria Azzurra e dell’Ordine della StellaFiammeggiante79.

Alla Domanda riguardante «quale Strada deve seguire il Filosofo per giungere alla conoscenza ed all’esecuzione dell’opera fisica» viene risposto che deve seguire:

la stessa strada che seguì il grande Architetto dell’Universo per la creazione del mondo, osservando come fu ordinato il Caos82.

Dato che questo Catechismo è sia Ermetico che Massonico, è evidente che quando il Barone Tschudy si riferisce al G.A.D.U. non lo immagina semplicemente come il Grande Architetto dell’Universo, ma anche come un Grande Alchimista dell’Universo, cercando così di conciliare il pensiero religioso trascendente cristiano, con quello immanente alchemico, di origine pagana. Per i Massoni, infatti, la realizzazione di una struttura ordinata, partendo da una situazione caotica preesistente è Opera del Grande Architetto dell’Universo, [«Ordo ab Chao» è il motto della Massoneria di Rito Scozzese], mentre per gli Alchimisti il Caos come fase iniziale della Creazione è invece un atto Alchemico del pensiero creatore della Divinità che trae da se stessa gli elementi necessari83


Il Filosofo, comunque, per realizzare l’Opera Interiore ed Esteriore deve essere:

deve essere, un copista fedele al suo creatore; nella sua opera fisica, deve fare il suo Caos tale quale esso fu effettivamente; separare la luce dalle tenebre; formare il firmamento separatore delle acque e compiere infine perfettamente, seguendo il cammino indicato, tutta l’Opera della creazione84.

«Una porzione di questo primo caos, o massa confusa conosciuta, ma disprezzata da tutti85» è detta Pietra grezza, o caos o illiaster86, o hylé87 «emblema del primo status massonico», che si estrae dal Centro dove si riversano i 4 Elementi88.

Questa Pietra Grezza e informe è l’Anima, che deve esserelavorata e sgrossata, «cercando di togliere le superficialità89», per trasformarla in Pietra Filosofale, nella forma di una Pietra Cubica sormontata da una Piramide (4+3, che sono 1).

Per creare il Caos eseparare i Vizi dalle Virtù il Massone deve quindi mettere in discussione se stesso. Deve imparare a dubitare di tutte quelle granitiche certezze, che limitano le sue reali potenzialità e capacità90  “rettificando” tutte quelle inutili e deleterie illusioni che impediscono la sua trasformazione e il suo miglioramento.

 

4) Il Cammino Planetario e le 7 Operazioni

Nel Catechismo si dice che i Massoni «venerano i numeri dispari e in particolare il settenario», perché:

la natura che ama i suoi propri numeri, è soddisfatta del numero misterioso di 7, soprattutto nelle cose terrene che dipendono dal globo lunare; la luna nel settenario ci fa vedere un numero sensibile ed infinito di alterazioni e di vicissitudini91.

Come abbiamo visto il numero 7 rappresenta anche i 7 diversi regimi o stadi attraverso i quali la Materia Prima passa durante la cottura, secondo una precisa sequenza di trasformazioni.

L’Apprendista del Catechismo chiede dunque quale corrispondenza abbiano i Metalli con l’Interiore e gli viene risposto che per comprendela deve fare attenzione alla corretta successione dei 7 Pianeti, poiché ognuno rappresenta una Fase del Processo92.

Per capire questo concetto dobbiamo rifarci agli Alti Gradi Alchemici che il Barone Tschudy creò negli ultimi 3 anni della sua breve vita, subito dopo aver fondato il suo Ordine ermetico-massonico.

Il Grado che ci interessa è quello di Cavaliere del Sole, che nella Massoneria di Rito Scozzese occupa il 28° posto e si ricollega a un altro Grado al quale il Barone si dedicò prima di morire, il 29°, il Grado di Grande Scozzese di Sant’Andrea di Scozia93.

Nel 28° Grado non vi sono solamente simbologie Ermetico-Alchemiche, ma anche elementi del Culto di Mithra, unitamente a suggestioni Gnostiche, in quanto tutte e 3 queste Vie di Liberazione condividevano l’idea che il Cielo e la Terra fossero collegati da una Scala Iniziatica astronomica. L’Anima, di conseguenza, per risalire alle Regioni Celesti, dovevaattraversare le 7Sfere Planetarie, presiedute da 7 temibili Guardiani, che l’avrebbero messa duramente alla Prova per liberarla dal peso delle passioni terrestri che la tenevano ancorata alla Materia.

Nel Grado del Cavaliere del Sole o Principe Adepto della Massoneria Scozzese, si legge quindi che l’Iniziato compie 2 Viaggi di 7 tappe ciascuno davanti a 7 Dignitari, che rappresentano i Pianeti e i loro Portieri. A ogni tappa riceve dei doni significativi, attraverso i quali deve superare l’Illusione del Mondo, scegliendo alla fine del secondo Viaggio di seguire la Luce e di diffonderla94.

Il Viaggio ricorda il momento in cui, durante la cottura della Pietra, si susseguono i 7 regimi di fuoco con i nomi dei 7 Pianeti, e questo, anche nella Grande Opera accade per ben due volte, ma la descrizione ricorda anche un passo del Pimandro nel quale l’Anima, scesa precedentemente sulla Terra, risale, cioè ascende attraverso le sette sfere planetarie, abbandonando a ogni tappa passioni e desideri95. [Similmente in grado di Apprendista, si spronano continuamente i Fratelli a lasciare i Metalli fuori dalla Porta del Tempio.]

Vi sono poi somiglianze con il percorso iniziatico che l’Anima deve affrontare nel Culto di Mitra, il Dio Iranico del Sole e della Luce. Anche qui è infatti necessario attraversare 7 Gradi, corrispondenti a 7 Cieli Planetari, presieduti da 7 Portieri Celesti, per raggiungere la Liberazione dalla Materia, cioè per uscire fuori dal Ciclo della Reincarnazione.

E) La Parola di Passo

Nel Culto di Mithra, come nei Rituali Massonici era necessario acquisire una Paola di Passo, per poter accedere al Grado successivo. Sappiamo che la Parola di Passo del 28° Grado è Stibium, il cui simbolo alchemico è un Cerchio (la sostanza primordiale indifferenziata) sormontato da una Croce solare, che introduce la Croce di Sant’Andrea del 29° Grado, descritto come Via di Rigenerazione e Resurrezione Spirituale96.

Anche nel nostro Catechismo Ermetico Massonico viene chiesta una Parola di Passo :

D. 172. Qual è la parola della Magnesia?
R. Sapete se posso e devo rispondere alla domanda, custodisco la parola.
D. 173. Datemi la parola di passo dei Filosofi? R. Cominciate, vi risponderò.

La parola non viene rivelata, ma molto probabilmente era proprio Stibium e lo si capisce grazie al riferimento alla Magnesia, dato che l’Antimonio veniva chiamato anche Magnesia Gebri ed era considerato laQuintessenza che contiene al suo interno la forma di ogni cosa :

[La Magnesia Gebri] è ignea, aerea, acquea terrestre. È calore e secchezza, umidità e freddezza. È il fuoco e l’acqua ignea. È uno spirito corporeo e un corpo spirituale. È lo spirito del mondo, condensato97».

Dato che l’Antimonio si ottiene dallo Stibium durante la Prima Fase dell’Opera e serve a realizzare la seconda Fase, quest’ultimo può benissimo essere la Parola di Passo che ci conduce dal 1° al 2° Grado dell’Ordine della Stella Fiammeggiante.

A ulteriore conferma, nel libro sul Rituel des grades alchimiques du baron Tschoudy, a proposito del Grado del Cavaliere della Fenice98, leggiamo che la Parola Sacra era TE-TRA-GRAM-MA-TON99, scandito in 5 Lettere e la Parola di Passo era Stibium100.

C) L’ODE ALCHEMICA

La Domanda 168 introduce l’Ode Alchemica, che deve servire come Chiave interpretativa “necessaria e bastante” a svelare il metodo ermetico racchiuso nel Catechismo:

«D. - Non potreste metterci sotto gli occhi d’un sol tratto, e riunire in un sol punto, i principi, le forme, le verità, ed i caratteri essenziali della scienza dei Filosofi, come pure del procedimento metodico dell’opera? R. - A quanto mi chiedete può soddisfare sotto tutti i rispetti un passo lirico, composto da un antico filosofo, che univa alla solidità della scienza il gradevole talento di scherzare con le Muse: nessuna scienza essendo di fatti estranea ai Figli della Scienza; quest’Ode, benché in lingua italiana, la più adatta a dipingere delle idee sublimi, trova qui il suo posto».

L‘Ode in questione altri non è che il testo della Lux Obnubilata del 1666 di Frà Marcantonio Crassellame chinese, pseudonimo e anagramma dell’alchimista italiano Francesco Maria Santinelli, (1627-1697).

Il Santinelli era un nobile pesarese, famoso come Poeta e Spadaccino, frequentatore assiduo della Corte della Regina Alchimista Cristina di Svezia101, noto a Napoli e nell’ambiente del Principe di Sansevero, soprattutto per le sue Opere Alchemiche, ma anche per le sue vicende personali102.

Forse il Tschudy conosceva l’Ode proprio grazie alla sua frequentazione napoletana, ma la Lux Obnubilata venne comunque pubblicata anche in Francia, una prima volta nel 1687 e successivamente nel 1692 con il nome di La Lumière sortant par soi même des Tenebres, ou veritable theorie de la Pierre des Philosophes, ècrite en vers italiens, avec un commentaire103.

Il Reghini racconta che l’Ode comparve nel Catechismo in Italiano senza prefazione, proemio, commento, senza alcun intervallo, senza la ripartizione in tre canzoni e senza indicazione né della fonte né dell’autore104:

La prima canzone ha per scopo di mostrare quale sia la vera composizione della Pietra dei Filosofi, cosa che, naturalmente, soltanto i veri Sapienti possono giudicare se venga esattamente indicata. La seconda canzone dice quale è la prima operazione da eseguire sopra questa pietra filosofica; la terza canzone ha per obbietto di mostrare ai Chimici ignari, a coloro che si perdono nella ricerca della fabbricazione dell’oro e dell’argento ordinari, quanto mai essi errino e si discostino dalle prescrizioni della vera Arte105.

D) LA FINE E IL FINE DELL’OPERA

Nell’avviarci alla conclusione del Catechismo l’ultima Risposta ci ricorda che dedicando la nostra vita alla ricerca della Saggezza, troveremo davvero la Pietra Filosofale, cioè non invecchieremo mai, ma resteremo per sempre giovani dentro.

L’Alchimia infatti «è un’arte mentale» e la Mente, quindi, non invecchia, ma semmai ringiovanisce ogni qual volta riesce a guardare al futuro, senza farsi limitare da stereotipi sociali, paure illusorie, ideologie reazionarie e modelli di pensiero fissi.

Questa “miracolosa trasformazione” inizia nel momento in cui iniziamo a porci domande sulla Vita e perdura (se non smettiamo) fino alla fine dei nostri giorni:


D. 169. A che ora il Filosofo comincia il suo lavoro?

R. L’alba, perché non deve mai allontanarsi dalla sua attività.

D. 170. Quando si riposa?

R. Quando l’opera è alla perfezione.

D. 171. Che ore sono alla fine del lavoro?

R. Sud pieno (mezzogiorno in punto); vale a dire nell’istante in cui il Sole è nel massimo della sua forza e il figlio di questo astro nel suo più brillante splendore.

D. 174. Fate l’Apprendista Filosofo?

R. I miei amici ed i Saggi così mi riconoscono.

D. 175. Qual è l’età di un Filosofo?
R. Dall’inizio delle sue ricerche, fino al momento delle sue scoperte: egli non invecchia affatto.


CONCLUSIONI


Alla fine di questo ennesimo Viaggio nell’Alchimia, mi rendo conto di aver svelato forse più del necessario, soprattutto a coloro che praticano il Rito Scozzese e a certi Gradi non sono ancora arrivati, ma tutto ciò che ho riportato si trova nei libri in commercio e come dice il
Lucarelli:

ciò che abbiamo appena enunciato con tanta chiarezza era così noto ed evidente ancora pochi secoli fa, come pensiamo di avere dimostrato, che soltanto la pigrizia o la distrazione dei nostri contemporanei può averlo cancellato così totalmente dalla nostra cultura, da farlo apparire come un oscuro segreto esoterico. Piuttosto ci scusiamo per l’estrema semplificazione cui ci siamo adattatati per economia di discorso106.

D’altra parte, come scrisse anche il Barone, in questo Catechismo si trovano domande e risposte «assolutamente dirette alla massoneria propriamente detta», ma queste possono essere:

ugualmente utili a quelli che non sono affatto massoni, essendovi molti curiosi e amatori della scienza, i quali senza essere imbevuti dei principi dell’arte reale, si applicano alle curiose ricerche della natura. [D'altra parte] la sorte d’una cosa buona è di poterlo essere generalmente per tutti, senza che tale o tal’altra qualità presa da una società particolare possa escludere dalla sua partecipazione107.

Purtroppo il Barone morì troppo presto perché il suo Sistema Ermetico Massonico potesse prendere piede, ma si può affermare con sicurezza che l’Ordine della Stella Fiammeggiante ebbe un’importanza fondamentale, anche se transitoria «sull’evoluzione delle correnti ermetiche, magiche, occultistiche, cabalistiche e rosacrociane presenti in tutte le correnti di pensiero massonico del XVIII secolo108».

Da parte mia io sono certa che un giorno, in qualche modo, quest’Ordine rinascerà dalle sue ceneri, così come credo che se il Barone fosse vissuto altri 10 anni alla fine sarebbe riuscito a unire il suo Ordine della Stella Fiammeggiante a tutto quel sistema di Alti Gradi Alchemici a cui stava lavorando, creando una ObbedienzaErmetico-Massonica che sarebbe divenuta un Faro per l’Umanità.


by Arthea (Elena Frasca Odorizzi)

NOTE __________________________________________________________________________________________

1HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, contiene «l’ode alchemica» di Frà Marcantonio Crassellame Chiense, Roma, Atanòr, 1984, p. 77.

2Su Internet http://www.esonet.it/News-file-print-sid-674.html (Visitato Settembre 2012).

3BARON DE TSCHOUDY, L’Ètoile Flamboyante ou la Société des Francs-Maçons considérée sous tous les aspects. Tome Premier et Second, n.d. ,Gutenberg Print, 2006.

4THÉODORE-HENRI DE TSCHUDI, Rituel des grades alchimiques du baron Tschoudy, préfacé, remis en forme et en clair par Jean Solis, Cadix (Tarn), Ed. de la Hutte, 2009.

5Ho trovato il cognome Tshudy scritto in varie forme, come Tschoudi, Tschoudy, ecc., quindi preferisco rifarmi a come è stato riportato dalle Edizioni Atanòr.

6HENRI THEODOR TSCHUDY, Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 8.

7Ivi, p. 7.

8Nella stessa epoca in cui vi si trovava il misterioso Conte di Saint-Germain. Ivi, p. 6.

9Il Rito Scozzese è un sistema di Alti Gradi, sorto per riunire, in un tutto organico, i numerosi “Riti” massonici sorti, durante il XVIII secolo, soprattutto in Francia ed in Germania, nei quali erano presenti anche elementi ermetici e cabalistici. L’origine di questa riforma rituale si fa derivare dal Discorso che il Cavaliere di Ramsay (1686-1743) avrebbe dovuto pronunciare il 21 marzo 1737, come Grande Oratore, all’Assemblea Generale delle Logge di Parigi di cui era Gran Maestro Charles Radclyffe. Una prima versione del discorso fu letta durante una cerimonia di iniziazione di illustri personaggi nella Loggia “Saint Thomas”, nella quale a sua volta era stato iniziato. Si trattava della prima Loggia francese, fondata nel 1725 da Liberi Muratori inglesi, cattolici e stuardisti. «Il “Discorso” può considerarsi la carta programmatica della sua concezione della Massoneria, che intendeva trasformare, nel piano ambizioso di una riconciliazione dell’Istituzione con la Monarchia e con la Chiesa Cattolica. Il 20 marzo 1737 presentò in anteprima il suo “Discorso” al cardinale André Hercule de Fleury, primo Ministro di Luigi XV, ma questi si rifiutò di prendere in considerazione la proposta. Il discorso non fu letto perché l’Assemblea Generale delle Logge fu rinviata. Sarebbe stato poi pubblicato una prima volta l’anno successivo e poi, a Parigi, nel 1741.» Proprio a partire da quell’anno Clemente XII iniziò a Parigi la sua lotta antimassonica che portò alla chiusura della Loggia giacobita ivi operante, e alla bolla pontificia “In eminenti apostolatus specula” del 1738 con la quale scomunicava chiunque aderisse alla Fratellanza Massonica. M. VOLPE, Il “Discorso” del Cavaliere de Ramsay e il suo influsso nello Scozzesimo, http://www.massoneriascozzese.it (Visitato Settembre 2012). Sembra accertato storicamente che il Barone Tschudy conobbe di persona il Cavaliere Ramsey.

10Il titolo di Filosofo Incognito, non ha niente a che fare con il Martinismo, anche se poco più tardi sarà ripreso anche da Louis-Claude de Saint-Martin (1743-1803). FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus composto da Minera Philosophorum e Radius ab Umbra completato da un Dialogo tra Maestro e discepolo che descrive l’intera Grande Opera, a cura di Anna Maria Partini, Roma, Mediterranee, 2000, p. 21.

11Si dice che il Sendivogius ricevette una lettera da parte della “Fraternità dei Rosacroce” per unirsi a loro, ma che declinò tale onore. Successivamente, però, viene ascritto tra i membri della Fratellanza. Come prova viene citato il fatto che alla sua morte le sue Opere furono pubblicate dai Rosacroce, nel 1613. Ivi, p. 29.

12ALFRED SCHMIDT, Rosacrocianesimo e Massoneria, Considerazioni storico sociali, in R.·.L.·. Quatuor Coronati di BayreuthVol. 17, anno 1980, sul Web http://www.zen-it.com/mason/studi/r+&m.htm (Visitato Settembre 2012).

13Ibidem.

14 A questo proposito, secondo lo Schmidt, vi sono interessanti analogie tra i regolamenti redatti da Comenius per i Fratelli Boemi e gli Antichi Doveri Massonici di Anderson, così come tra il linguaggio figurativo di architettura biblica di Comenius e quello usato dalla nascente Massoneria Speculativa. «Nel richiamo diffuso dal 1666 in Germania, in Olanda e in Inghilterra, che doveva arrivare a Cristiani ed Ebrei, Turchi e Pagani, Comenius era decisamente avviato alla trasformazione della società, e precisamente basandosi su concetti pansofici o umanitari (due termini equivalenti). Quando egli parla della “comunità generale di Cristo”, intende “Il Tempio della Saggezza”, e aggiunge: “dato però che quest’opera, cioè il tempio della saggezza, non deve servire solo ai cristiani, ma a tutti coloro che sono nati uomini, affinché possa avere forza per ispirare e convincere gli increduli (se ciò piace a Dio), la si potrà, forse meglio, chiamare “Pansofia umana”». Tratto da SCHICK HANS, L’antico Rosacrocianesimo. Un contributo alla storia delle origini della Massoneria, Berlino 1942, p. 63.

15«[...] scrive P. Arnold: Fludd sostiene infatti che sia i Tre Magi dell’antichità sia i Saggi di oggi, una volta chiamati Fratelli della Rosa-Croce, non avevano la facoltà di anticipare o di suscitare l’avvento del millennio o dello Spirito Santo. Solo Dio dispone del tempo e della sua gloria; fratelli rosa-croce, saggi e magi possono solo osservare i segni che egli manda ed interpretarli per predire gli avvenimenti futuri. Proprio questa seconda vista permette di profetizzare avvenimenti apocalittici, e per la sua stessa essenza non è patrimonio di una collegialità ma di individui che si sono sottoposti ad esercizi psichici e mistici speciali o dotati di una grazia particolare. Assimilando “Fratelli Rosa Croce, saggi e magi, Fludd, che aveva un’idea ben precisa di che cosa fosse l’ipotetica “Confraternita”, sottolinea come meglio non potrebbe l’isolamento di quei “saggi”». http://www.parodos.it/rosacroceroyalisociety.htm (Visitato Ottobre 2012)

16FRANCES AMELIA YATES, L’Illuminismo dei Rosa+Croce, Milano, Einaudi, p.249.

17In Cammino verso la Luce, a cura di Luigi Danesin, Roma, Athanòr, 2007, 8a edizione, p.97 e p.110

18Per altri esempi di contatti tra Ermetismo e Massoneria, vedi ARTURO REGHINI, Primi contatti tra Ermetismo e Massoneria, «Era Nuova», n°4, 1925. http://lamelagrana.net/wp-content/uploads/downloads/2011/11/Arturo-Reghini-Primi-contatti-tra-Ermetismo-e-Massoneria.pdf (Visitato Ottobre 2012).

19In Cammino verso la Luce, op. cit., p, p. 97.

20La Yates ha dimostrato che fu il Matrimonio del principe palatino con Elisabetta Stuart d’Inghilterra a destare entusiasmo in Europa e a dare speranza ai Rosacrociani, ma anche se questa fu brutalmente stroncata dalla Guerra dei trent’anni, quarant’anni dopo la fiaccola si riaccese, almeno per quanto riguardava il settore scientifico, proprio grazie al “Baconianesimo” della Royal Society.MAURIZIO NICOSIA, Vitruvio e le origini della Massoneria Speculativa in Inghilterra, in http://www.freemasons-freemasonry.com/vitruvio.html (Visitato Ottobre 2012).

21Nel 1717 a Londra nasce la Gran Loggia Unita di Inghilterra e si inizia a parlare di Massoneria Speculativa. Un rinnovamento interno alla Massoneria di Mestiere era già iniziato comunque in Scozia ed entrò in Inghilterra attraverso due canali. Il primo fu «la successione al trono d’Inghilterra di Giacomo VI di Scozia, che diventò Giacomo I d’Inghilterra e portò con sé i protagonisti della riorganizzazione muratoria scozzese». Nel 1598, infatti, Giacomo VI riconobbe a William Schaw (1550-1602) Maestro delle Opere di Sua Maestà, principale architetto di corte, il titolo di Guardiano Generale delle Logge di Muratori esistenti nel Regno. Le Logge vengono quindi riconosciute come istituzioni dotate di determinati privilegi e viene istituito un corpo di dignitari e ufficiali a presiederla. «Sopra le singole Logge vengono costituite delle assemblee provinciali, presiedute da un guardiano generale, eletto dai guardiani delle singole Logge, a loro volta scelti ogni anno dai Maestri. Vengono definite 3 Logge maggiori, le quali sono chiamate a verificare chi, tra le loro fila, sia indegno di appartenere alla categoria dei muratori e a imporre giuramenti di fedeltà a tutti gli aventi diritto di appartenenza. Ogni ufficiale, poi, dovrà imporre ai Compagni (fellow) e Apprendisti (prentice), una “prova dell’arte della memoria e della scienza relativa secondo le vocazioni rispettive”. […] Quindi, da quel momento, la Loggia non è più solo un luogo di riunione dei muratori, ma anche uno spazio iniziatico dove si apprendono e si esercitano l’arte della memoria e la scienza costruttiva ideale» In Cammino verso la Luce, op.cit., p.109

22Si può dire che i Rosacrociani, semmai, ereditarono la missione dei Neoplatonici e cercarono di portarla a compimento.

23A questo proposito si trovano delle immagini alchemiche con simboli Massonici. Nel Viatorum Spagyricum di Heinrich Jamsthaler, del 1625, è rappresentato un Androgino Alchemico che in una mano tiene un Compasso e nell’altra una Squadra. Nell’emblema chiamato la Bussola dei Saggi, del 1782, la Grande Opera si realizza tra le Colonne J e B. ALEXANDER ROOB, Il Museo Ermetico, Alchimia e Mistica , Milano, Taschen edizioni, 1997 , p. 494, p. 185. C’è poi il famoso Ouroboros composto da due serpenti che si mordono la coda, con all’interno Squadra e Compasso, in forma di Stella di Salomone.

24FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus, op. cit. , p. 21.

25Il Massone Oswald Wirth (1860-1943) nel suo libro Esoterismo Ermetico (Mediterrane, Roma, 1980), riporta il Catechismo o Istruzione per il grado di Adepto o Apprendista Filosofo sublime e incognito del Barone di Tschoudy insieme all’Ode Alchemica, in cui «è racchiusa tutta la scienza dei Filosofi », dicendo che le prime 61 domande e risposte del Catechismo erano state prese testualmente dal Cosmopolita. HENRI THEODOR TSCHUDY,Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 9

26FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus, op. cit. , p. 29.

27Ibidem

28HENRI THEODOR TSCHUDY,Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 11.

29Ivi, p. 12.

30Ibidem.

31Ivi, p.13.

32Nel Catechismo vengono riportati una serie di Testi Alchemici a cui fare riferimento. Tra di essi tutti i libri di Ermete, Paracelso, Sendivogius, Raimondo Lullo, Geber, la Turba dei Philosophi (ma non tutta), il Trevisano, ecc. . Ivi, p. 42. Risposta 95

33Ivi, p. 13.

34FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus, op. cit. , p. 24.

35Ibidem

36Ivi, p. 25

37Ivi, p. 24.

38Qualcosa di simile potrebbe essere la scelta di un marchio/sigillo personale, nella Massoneria del Marchio, dove il Massone poteva “firmare” i suoi Lavori, senza peccare di orgoglio. DANIELE MANUSINO-GIOVANNI DOMMA, La Massoneria del Marchio, Genova, Glossapetra, 2010. http://www.riflessioni.it/esoterismo/massoneria-marchio-side-degrees-1.htm (Visitato Ottobre 2012).

39Nello stesso periodo in cui si diffusero i Catechismi Massonici nacquero anche i Catechismi Laici utilizzati dagli Intellettuali per educare il popolo all’utilizzo della Ragione e veicolare le idee repubblicane di Democrazia e Libertà, come per esempio «il Catechismo repubblicano per l’istruzione del Popolo e la rovina dei Tiranni», stampato a Napoli nel 1799. Catechismi che, se avessero contenuto meno nozionismo, massime più brevi e succinte, così da poter essere mandate a memoria, sarebbero stati un’ottima guida di formazione morale e politica, non solo per i Maestri e i Parroci «responsabili di scolpire nell’intelletto e nel cuore del buon cittadino i principi e quelle “verità utili, necessarie e forti», ma anche per il popolo analfabeta. ROSARIA CAPOBIANCO, I Catechismi Laici nella Repubblica Napoletana del 1799, un « multiforme apparato educativo», Dottorato di Ricerca in Scienze Psicologiche e Pedagogiche, Università degli Studi di Napoli Federico II, 2005, http://www.fedoa.unina.it/748/1/Capobianco_Rosaria.pdf (Visitato Ottobre 2012).

40FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus, op. cit. , p. 34.

41HENRI THEODOR TSCHUDY,Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 41

42Ivi, p. 13.

43PAOLO LUCARELLI, L’Anima del Mondo, Abstracta, n° 10 (dicembre 1986), pp. 12-21. http://www.airesis.net/arsregia_animamondo.html (Visitato Ottobre 2012).

44HENRI THEODOR TSCHUDY,Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 19.

45CLOVIS HESTEAU DE NUYSEMENT (1550- 1623), Les vision hermetiques et autres poèmes alchimiques suivis des Traictez du vrai sel secret des Philosophes et de l’Esprit General du monde. Texte annoté et presenté par Silvain Matton, Paris 1974.

46HENRI THEODOR TSCHUDY,Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 19.

47Pare che a Magnesia, Provincia della Lidia, si trovasse molto Magnes, una pietra minerale che noi chiamiamo Calamita. È detta anche Lapis Hieraclius (dalla Città di Eraclea), Lapis Sideritis (perchè attira il Ferro), Lapis Nauticus (perchè chi viaggia per mare è guidato dall’ago calamitato). Dizionario overo Trattato delle Droghe Semplici, in cui si ritrovano i loro differenti nomi, la loro origine, la loro scelta, i principi che hanno, le loro qualità, la loro etimologia e tuto ciò che v’ha di particolare negli animali, né Vegetabili e né Minerali. Opera dipendente dalla Farmacopea Universale, scritta in Francese dal Sig, Niccolò Lemery, dell’Accademia Reale delle Scienze, Dottore in Medicina e tradotta in Italiano, in Venxia, MDCCXXI, Appresso Gio:Gabriel Hertz, con licenza deì superiori, p. 218.

48Nella Turba dei Filosofi, si legge, per esempio: «prendete l’Argento vivo e coagulatelo nel corpo della magnesia».

49Nelle immagini del Mutus Liber si vedono panni stesi su pali per ricevere la rugiada celeste.

50Dizionario overo Trattato delle Droghe Semplici, op. cit. , p. 215.

51Le Operazioni Alchemiche racchiuse nel Catechismo appaiono “abbastanza” chiare solo grazie agli studi di Rivière sulle Opere del Fulcanelli, l’ultimo grande alchimista di cui si abbiano notizie, e del suo discepolo Canseliet. D. FERRERO, N. VANORE, Schema Teorico della Grande Opera, Via Secca, da Canseliet, e Fulcanelli, con precisazioni di P. Rivière, www.labirintoermetico.com/01Alchimia/Schema_della_grande_opera_per_via_secca.pdf,(Visitato Ottobre 2012).

52Oppure Vergine Bianca, Pietra Astrale, Grifone , Mercurio Dissolvente, ecc.

53Oppure Piccolo Re, Secondo Mercurio, ecc.

54A questo proposito è interessante notare che al Principe De Sangro, tra le tante invenzioni scientifiche che gli vennero attribuite (impermeabilizzazione dei tessuti, carrozza marittima, archibugio, stampa simultanea a più colori, epigrafia al negativo, macchina idraulica, gemme artificiali, sangue di San Gennaro, carta ignifuga, farmacopea, sistema per dissalare e potabilizzare ‘acqua di mare, pirotecnica, e altro ancora ), figura anche il Lume eterno «una mistura ottenuta dalla triturazione delle ossa di un teschio e forse costituita da una miscela di fosfato di calcio e fosforo ad alta concentrazione. Tale miscela avrebbe avuto la capacità di bruciare molto lentamente e di consumare pochissima materia». Raimondo di Sangro in http://www.loggia1051.it/sangro.htm (visitato Ottobre 2012). RAIMONDO DI SANGRO (trad. di Elita Serrao dal francese), Il lume eterno (da Dissertation sur un Lampe antique trouvé à Munich en l’année 1753. Ecrite par M.r le Prince de St. Severe pour servir de fluite a la prémière partie de ses Lettres à M.r l’Abbé Nollet à Paris), Bastogi 1993.

55HENRI THEODOR TSCHUDY,Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 44, Risposta 98.

56Ivi, p. 16. Risposte 8 e 9.

57Questo simbolo è usato anche su un altro livello per indicare il Mercurio ottenuto durante la Prima Operazione. In uno dei Rituali Alchemici degli Alti Gradi creati dal Barone di Tschudy, quello del Supremo Commendatore degli Astri è detto anche che la Stella Fiammeggiante equivale al Pianeta Marte e alla Materia Prima, «parce que le fer est raprésenté par cette planète, et l’alliance de ce métal avec la matière rouge produit une étoile». THÉODORE-HENRI DE TSCHUDI, Rituel des grades alchimiques du baron Tschoudy, op. cit., II, Rituel: Suprême Commandeur des Astres. Come abbiamo visto prima, infatti, unendo lo Stibium con il Ferro e il Fuoco Segreto, otteniamo il Regolo o Antimonio Puro, e al termine della sua purificazione appare una Stella.

58Si trova nel frontespizio francese del Catechismo.

59La Tetractys rappresenta la successione aritmetica dei primi 4 numeri naturali, che geometricamente si dispongono nella forma di un triangolo equilatero di lato 4, in modo da formare una piramide che sintetizza il rapporto fondamentale tra le prime 4 cifre e la Decade : 1+2+3+4=10. A sua volta il 10 rimanda all’Unità, ottenendo una equivalenza filosofica per cui 10 = 1 su un piano diverso della manifestazione.

60ROBERTO BARGAGLI, Perché l’alchimia, Rito Simbolico Italiano, Studi di Simbologia, http://www.ritosimbolico.net/studi1/studi1_22.html (Visitato Ottobre 2012)

61C. G. JUNG, Psicologia e Alchimia, Torino, Boringhieri, 1981, pag. 26.

62Ho detto Filosofico, invece che Ebraico, non a caso. L’uno esprime Conoscenze Filosofico-Misteriche Pagane, rivisitate da Esoteristi Cristiani, l’altro la Via Esoterico Religiosa Ebraica. Sotto questa luce andrebbe letta anche l’immagine del Pentacolo circondato dal Tetragrammaton di Eliphas Levi, che racchiude tutta la Scienza dell’Arte Reale e della Magia. Levi, infatti, era un gran estimatore del Barone di Tschudy, di cui conosceva l’Opera.

63HENRI THEODOR TSCHUDY,Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 19, Domande eRisposte 16 e 17.

64«I Pitagorici chiamavano il cinque anche “assenza di contesa” [...], anche perché le due specie di numero assolutamente primarie e differenti [...], cioè il pari e il dispari, sono come conciliate e legate insieme dal numero cinque, perché questo è composto dalla loro unione [...]» GIAMBLICO, Teologia aritmetica, 34. Vedi anche PLUTARCO, Il tramonto degli oracoli, 35, 429b

65Il numero 5 rappresenta la perfetta integrazione armonica tra Macrocosmo e Microcosmo, Interiore ed Esteriore, Alto e Basso e così via.

67Una eco forse degli antichi culti stellari.

68HENRICUS CORNELIUS AGRIPPA, La filosofia occulta o la Magia, Roma ,Edizioni Mediterranee,1991, volume I.

69OSWALD WIRTH, Il Compagno. La Massoneria resa comprensibile ai suoi adepti, Vol, II, Roma, Atanòr, 1992 e IRÈNE MAINGUY, Simbolica Massonica del Terzo Millennio, Roma, Mediterranee, 2009, pp. 280-292.

70HENRI THEODOR TSCHUDY,Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 16. Risposta 10.

71Ivi, p. 31. Risposta 62.

72Ivi, p. 31. Risposta 63.

73Ivi, p. 20. Risposta 20.

74Ivi, pp. 47-48. Risposta 109.

75Ivi, p. 20. Risposta 20.

76Ivi, p. 29. Risposta 54.

77Ivi, p. 20. Risposta 29.

78Ivi, p. 26. Risposta 42.

79Ivi, p. 55. Risposta 141.

80Il Terzo Elemento è anche il Quarto dell’intero processo, (Materia Prima > Sostanze di Base > Sostanza Finale) è il Primo dell’operazione successiva, come una sorta di Emanazione dopo l’altra.

81HENRI THEODOR TSCHUDY,Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., pp. 55-56. Risposte 141, 146 e 147. «Ci sono tre soluzioni, numero questo misterioso e rispettabile ai Muratori» e che la Terza, che rappresenta la fine dell’Opera, «ha un grande rapporto con la moltiplicazione. Per fare i miracoli della cosa Una». Cioè con ripetute Moltiplicazioni finali si ottiene la Pietra Filosofale. Questo concetto è espresso con «il moltiplicatore comune nei numeri massonici», laddove il numero 3 è condotto «al suo cubo, con le progressioni conosciute di 3, 9, 27, 81».

82Ivi, p. 33. Risposta 69.

83Vedi il Pimandro, il Kore Kosmou e il Libro dei Segreti della Creazione, che contiene la Tavola di Smeraldo, oppure il mio Articolo sulla Tavola di Smeraldo.

84HENRI THEODOR TSCHUDY,Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 37. Risposta 82.

85Ivi, p. 39. Risposta 88.

86«L’Iliasto, infatti, o Iliastro, o Iliado, dice Guglielmo Johnson nel suo Lessico Chimico (Mangeti, Bibl. Chem. I, 235) è la prima materia di tutte le cose, e consta di Solfo, Mercurio e Sale, ed è quadruplice a seconda dei quattro elementi:Il primo Iliasto è il Chaos della terra, il secondo dell’acqua, il terzo dell’aria ed il quarto del fuoco”. Secondo il Pernety (Dictionnaire, p. 214), l’Iliastro è il Chaos, ed i tre principii solfo, sale e mercurio dei Filosofi chimici, riuniti nella miniera da cui essi li estraggono. Essi hanno dato questo nome anche alla loro materia in putrefazione, perché questi tre principii vi appaiono allora confusi.» ARTURO REGHINI, Un’Ode Alchemica di Frà Marcantonio Crassellame, in «Ignis» I (n° 8-9), pp. 231-251, agosto-settembre 1925, sotto lo pseudonimo di Maximus.

87HENRI THEODOR TSCHUDY,Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 39. Risposta 87.

88Ivi, p. 19, Domande eRisposte 18 e 19. «D. 18. Che cosa intendono i Filosofi per il centro della terra? R. Un certo luogo vuoto dove niente, che possa essere concepito, riposa. D. 19. In che cosa i quattro elementi si depositano e riposano nelle loro qualità o semi? R. Nell’ex-centro, o margine e circonferenza del centro che, dopo averne preso la dovuta porzione, ributta il surplus all’esterno, formando quindi gli escrementi, le scorie, i fuochi ed anche le pietre della natura, come la pietra grezza, emblema del primo status massonico».

89Ivi, p. 39 , Risposta 88.

90Paracelso (1493-1541), famoso Medico, Alchimista, Astrologo svizzero, diceva che l’Alchimia è l’Arte di Separare il Vero dal Falso.

91HENRI THEODOR TSCHUDY,Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 41. Risposta 92.

92Ivi, p. 30. Risposta 60.

93Ivi, p. 10.

94Rituale Europeo. Il Viaggio all’andata. «Alla prima stazione, davanti al dignitario che rappresenta il Sole gli si dice: “Ecco un essere che desidera incarnarsi sulla Terra, che cosa gli darà il Signore del Sole?” La risposta è : “La capacità di sapere”». Al Viaggio di ritorno «Viene fermato dalla spada del Fratello Sole e il neofita dice: “ho usato il mio intelletto per scoprire la Verità”. “Ho cercato di non essere ingannato dai sofismi e dalle superstizioni”. Tutte le volte che mi sono accorto di essere in errore l’ho confessato ed ho cercato di correggermi”. [...] Alla fine il neofita [giura di mantenere i segreti del grado e poi dice: “Prometto di cercare la Luce in ogni occasione e quando la trovo di diffonderla nel Mondo”». Nel Rito Americano, invece c'è solo il viaggio del ritorno. « La prima tappa è davanti al Cherubino Raffaele, [Angelo Planetario] – Mercurio che lo ferma dicendogli: “Non puoi passare di qui! Guardate ha la benda dell’ignoranza e del pregiudizio sulla fronte” Gli viene tolta la bendae gli vengono mostrate 3 candele [...]». EUGENIO BONVINCI, Massoneria di Rito Scozzese, Roma, Atanòr, 1988, pp. 217-218.

95«Sul Principio – disse – Pimandro, nella dissoluzione del corpo materiale, questo consegna se stesso alla trasformazione. Sparisce la forma che tu avevi; il carattere, perdendo forza è consegnato al demone (planetario): i sensi tornano alla loro sorgenti , e diventati delle parti, si confondono tra le energie. Le passioni e i desideri rientrano nella natura irrazionale; ciò che resta si innalza così attraverso l’armonia, abbandonando alla prima zona la facoltà di crescere e decrescere; alla seconda l’industria del male e l’inganno divenuto impotente, alla terza l’illusione ormai incapace di desideri, alla quarta la vanità del comando che non può più essere soddisfatta, alla quinta l’arroganza empia e l’audacia temeraria, alla sesta l’attaccamento alle ricchezze ora senza effetto, alla settima la menzogna insidiosa, e spogliato così di tutte dell’armonia, giunge all’ottava porta e canta, con gli esseri, inni al Padre. […] ode la voce melodiosa delle potenze, che sono al di sopra dell’ottava natura, […] e allora salgono, […] si abbandonano alle Potenze e , divenuti tali, nascono in Dio. Questo è il bene finale di quelli che posseggono la gnosi: divenire Dio»; ERMETE TRISMEGISTO, Il Pimandro, Roma, Atanòr , 1984, pp. 35-36.

96EUGENIO BONVINCI, Massoneria di Rito Scozzese, op. cit., pp. 214-236. MARCELLO VICCHIO, I Gradi Desueti. I Simboli. Rito Scozzese Antico e Accettato, Catania, Tipheret, 2011, pp. 159-165.

97BETTY J. T. DOBBS, Isaac Newton scienziato e alchimista. Il doppio volto del genio, Roma, Mediterranee, 2002, p. 129.

98In alcuni Riti Egizi, ancora oggi, si trovano i gradi di «Cavaliere del Sole» e di «Commendatore degli Astri» dello Tschudy. Cagliostro (1743-1795), infatti, iniziò a diffondere il suo Rito Egiziano e i gradi segreti alchemico-cabalistico-teurgici, noti come “Arcana Arcanorum” o “Scala di Napoli”, nel fertile ambiente Napoletano, che ruotava proprio intorno alle figure del Principe De Sangro e del Barone Tschudy. MASSIMO INTROVIGNE, Il cappello del mago, I Nuovi movimenti magici, dallo spiritismo al satanismo, Varese, Sugarco Edizioni, 1995, pp. 164-5. GASTONE VENTURA, I riti massonici di Misraïm e Memphis, Atanòr, Roma 1980, pp. 18 ss., e p. 43 ss. .

99Diviso in 5 parti, come si ritrova sul Pentacolo di Levi.

100«Le mot sacrè se syllabè ou s’épelle TE-TRA-GRAM-MA-TON. Le mot de passe est stibium. (Ceux qui disent sitibium ne méritent aucune confiance.)». THÉODORE-HENRI DE TSCHUDI, Rituel des grades alchimiques du baron Tschoudy, op. cit., IV, Rituel: Chevelier du Phénix.

101Il Santinelli frequentava la corte romana della regina Cristina di Svezia (essa stessa appassionata cultrice di alchimia e discipline esoteriche) insieme al profeta alchimista Giuseppe Borri e al Marchese Palombara, il quale, oltre a costruire la famosa Porta Alchemica, scrisse anche un poema alchemico, La Bugia.Vedi SUSANNA ÅKERMAN: Cristina Di Svezia (1626-1689), la Porta Magica ed I Poeti italiani dell’aurea Rosa Croce. http://www.levity.com/alchemy/queen_christina_italian.html (Visitato Ottobre 2012).

102Il Santinelli era fuggito da Napoli con la Donna che amava, la Duchessa di Ceri, che la madre teneva prigioniera per impedirle di sposare il poeta. Ivi, FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus, op. cit. , p. 21.

103«In seguito venne inclusa tra gli scritti alchemici costituenti la Bibliothèque des Philosophes Chimiques, per lo meno nell’edizione del 1741; ed una versione tedesca ne fu pubblicata nel 1772». ARTURO REGHINI, Un’Ode Alchemica di Frà Marcantonio Crassellame, op.cit., pp. 231-251

104FRANCESCO MARIA SANTINELLI, Androgenes hermeticus, op. cit. , p. 22.

105ARTURO REGHINI, Un’Ode Alchemica di Frà Marcantonio Crassellame, op.cit., pp. 231-251.

106PAOLO LUCARELLI, L’Anima del Mondo, op. cit.

107HENRI THEODOR TSCHUDY,Il Catechismo ermetico – massonico della stella fiammeggiante, op. cit., p. 77

108Ivi, p. 9.

Share Button

Articoli & Studi

La Maggior parte dei miei scritti sono stati pubblicati su Riflessioni.it di Ivo Nardi, dove tengo la mia Rubrica sull’Alchimia, ma anche sulla Rivista Ouroboros di Franco Ardito, Rassegna Bimestrale di Studi Tradizionali.

ALCHIMIA

1) Adocentyn, La Magica Città Utopica di Ermete Trismegisto (Nella rivista Ouroboros oppure qui sul mio sito o su Riflessioni.it)
2
Viaggio nella Tavola di Smeraldo tra Protochimica e Filosofia Ermetica. Origini, significato e attualità.
3) Un Alchimista di nome Orfeo in una tarsia rinascimentale senese del 1500
4)  IL GIOCO DELL’OUROBOROS, una rivisitazione Alchemica del Gioco dell’Oca.
5) Araldica Alchemica
6) Il Catechismo Ermetico-Massonico della Stella Fiammeggiante del Barone di Tschudy
7) L’Alchimia Spirituale. «NESCENTIA NECAT».  ( IN REVISIONE TOTALE)

MASSONERIA, Articoli e Tavole

1) Massoneria: Segreto, Riservatezza o Paura?
2) La Grande Opera Alchemica nel Rituale di Iniziazione Massonica
2) La Volta Stellata: emblema di Universalità e Trascendenza (Tavola Massonica)
3) I 5 Passi del Compagno d’Arte (Tavola Massonica)
4)
Il Regolo Muratorio: Metro di Misura del nostro Bioritmo Solare e Lunare
5) Il Solstizio d’Inverno (Tavola Massonica)
6) Come e perché scrivere una Tavola. Linee guida generali per Apprendisti (Compagni e Maestri)
7) I Tarocchi e il percorso iniziatico dell’adepto tra le due colonne (Vedi sezione Tarocchi)

ESOTERISMO & SOCIETÁ

1) Il Metodo Antistronzi e l’Esoterismo Contemporaneo + TEST
2) Sul Senso della VitaIvo Nardi (Creatore di Riflessioni.it) intervista Me (!) per la sua Rubrica.

PAGANESIMO E CULTI MISTERICI

1) Morte e Rinascita nella Villa dei Misteri
2) Il Paganesimo Moderno ci Salverà?

3) Demetra e i Misteri Eleusini

4) Il Dio Etrusco Tages (o Tagete) & Tarconte da un Punto di vista Storico e Archetipico Pagano
5) Le Lase e la Lasa Vegoia da un punto di vista Storico e Archetipico Pagano
6) I 4 Volti della Dea, Una ricerca per immagini sulla Grande Dea ispiratami dall’Archeologa Maria Gimbutas

SIENA ESOTERICA & PAGANA

informazioni, notizie, curiosità, immagini, saggi, citazioni da libri che riguardano il patrimonio simbolico, storico e architettonico di Siena e Provincia da un punto di vista Esoterico.

11) I Tarocchi del Duomo di Siena
10) La Ruota della Fortuna nel Duomo di Siena
9) Reminiscenze Pagane nel Culto dei Madonnini e delle Rogazioni
8) Le 7 Età dell’Uomo e la Concezione del Tempo nel Cristianesimo
7) Il Talismano di San Bernardino da Siena
6) La Papessa Giovanna nel Duomo di Siena
5) L’Allegoria della Prudenza e la Triplice Dea del Duomo di Siena
4) Siena: Città della Vergine
3) Colle Val d’Elsa e Il Libro di Aradia o Il Vangelo delle Streghe
2
) Stradario Massonico Senese
1) Equinozio di Primavera all’Abbazia di San Galgano

ARTE & GIOCHI ESOTERICI

1)  Il Pegaso Enigmistico: Cruciverba Esoterico
2) Arte ed Esoterismo: intervista a Giuseppe Di Bernardo, autore di thriller esoterici a fumetti
3) L’Ottaedro dell’Anno Magico: La Ruota dell’Anno
4) Piccola grammatica della Lingua Egiziana Geroglifica, di 35 pagine
5) Vedi anche il Gioco dell’Ouroboros (alla voce Alchimia)

TAROCCHI

1) L’evoluzione della Simbologia degli Arcani Maggiori nei mazzi di Tarocchi delle Scuole Esoteriche Tradizionali del XIX – XX secolo, tra Ermetismo e Magia
2) I Tarocchi e il percorso iniziatico dell’adepto tra le due colonne
3) La Via Alchemica in una Rivisitazione del Tarocco del Carro
4) Vedi anche i link alla voce Siena Esoterica

ALCHIMIA E MAGIA SESSUALE

1) L’Alchimia Sessuale, il suo significato e i suoi rapporti con la Magia Sessuale “moderna: prima parteseconda parteterza parte  -  quarta parte quinta parte (in attesa di revisione e di conclusione per la pubblicazione in cartaceo e/o ebook)
2) L’Onda Rossa: Il Ritmo Lunare e il Ciclo Femminile, da un punto di vista Fisiologico

 

Share Button

La Grande Opera Alchemica nel Rituale di Iniziazione Massonico

Scava nella tua interiorità; dentro di te sta la fonte del bene, che potrà zampillare sempre più in su, qualora tu proceda in questo lavoro di scavo (Marco Aurelio, Colloqui Con Se Stesso, 121-180 d.C. )

I rapporti tra la Libera Muratoria e l’Alchimia iniziarono intorno al 16° – 17° secolo, quando le ultime Logge Operative cominciarono ad accogliere tra le loro fila numerosi studiosi ed intellettuali che presero il nome di Massoni Accettati. Tra di essi vi furono numerosi Rosacrociani che contribuirono alla nascita della Massoneria Speculativa.

In questa “nuova” Massoneria confluirono tutta una serie di conoscenze esoteriche (tratte dalla Bibbia, dalla Filosofia, dall’Alchimia, dall’Ermetismo, dalla Cabala, dai Culti Misterici, dalla Cavalleria Templare, dai Rosacroce, dalla Gnosi, dalle Filosofie Orientali, ecc. ) che lentamente andarono a comporre la Struttura portante dei Rituali Massonici Speculativi sotto forma di Simboli, Riti e un Sistema di Gradi Iniziatici, il tutto tenuto insieme dal Linguaggio Architettonico elevato a codice iniziatico.

Gli Elementi Ermetico-Alchimistici trovarono posto soprattutto nel Gabinetto di Riflessione e soprattutto negli Alti Gradi del Rito Scozzese Antico e Accettato.

IL GABINETTO DI RIFLESSIONE

gab_riflessioneIl Gabinetto di Riflessione è una piccola stanza più o meno attigua al Tempio Massonico1, nella quale il Profano2 viene condotto per “prepararsi” all’Iniziazione3.

L’esistenza di questo locale, che a volte prende il nome di «Gabinetto delle Riflessioni» altre di «Gabinetto di Meditazione», non viene segnalata nei primi Catechismi di origine Britannica dal 1696 al 1750. Solamente intorno al 1776-1780 si comincia a parlare dell’esistenza di una “stanza nella quale non vi è luce4”, una “Camera Oscura” nella quale il Recipendiario5 viene introdotto prima dell’Iniziazione, per meditare in solitudine, sorvegliato da un Fratello armato di spada.

La Ritualistica, i Simboli e gli Arredi legati alla funzione preparatoria di questo luogo si sono delineati e arricchiti nel tempo, fino ad assumere le caratteristiche e le forme che hanno oggi6.

Prima dell’Iniziazione il Candidato7 viene dunque confinato in un luogo buio, dipinto di nero, circondato da immagini funebri tipiche della simbologia del Memento Mori (clessidra, falce, scheletro). Queste prefigurano e anticipano “l’avvicinarsi della sua Ora”, ma anche della sua Rinascita (il simbolo del Gallo). Per rendere l’Aspirante ancora più consapevole del passo che sta per compiere gli viene chiesto di scrivere un Testamento Spirituale e di “spogliarsi di tutti i metalli”.

A tutta questa serie di stimoli psicologici si aggiunge la scoperta di un “nuovo mondo” fatto di Simboli, prettamente esoterici ed alchemici, che il Profano, presumibilmente, non conosce. Tra le varie frasi dipinte sul muro una lo avverte che Se persevererà, sarà purificato, verrà fuori dall’abisso delle tenebre e vedrà la Luce. In questa frase è anticipato e riassunto tutto ciò che il Recipendiario si appresta a  vivere. La Luce a cui si fa riferimento non è ovviamente la Luce Solare, ma una allegoria della capacità di vedere il mondo con nuovi occhi, perché «la vera trasmutazione è un’arte mentale8».

La Materia prima su cui l’Apprendista Libero Muratore dovrà costantemente lavorare per trasformare i suoi Vizi in Virtù è infatti la sua stessa Mente/Anima che deve essere “illuminata”, deve cioè raggiungere uno stato di Consapevolezza superiore, risvegliandosi a un nuovo livello di Coscienza.

Da ciò si capisce che il Gabinetto delle Riflessioni non è semplicemente una “Tomba” simbolica nella quale lasciar morire la vecchia personalità, per rinascere alla vita iniziatica. Non è una lezione moraleggiante da lasciarsi alle spalle una volta varcata la Porta del Tempio, ma è la Chiave stessa per comprendere il significato dell’Iniziazione.

Purtroppo molti Maestri Massoni sminuiscono l’importanza del Gabinetto di Riflessione insegnando ai Neofiti a trascurarlo, a percepirlo come una sorta di arredo inutile e ingombrante. La «Camera Oscura»dalla quale è partito il mio Viaggio, per esempio, era un luogo assolutamente improvvisato. Era una minuscola stanza posticcia e angusta, costruita dentro una sala più grande, usata come magazzino. Due delle quattro pareti erano state costruite utilizzando l’angolo creato dalle due pareti portanti della stanza, mentre come appoggio per la terza parete avevano sfruttato il retro degli armadietti. Il tutto era stato cartonato e foderato di nero, ma la quarta parete e la porta non c’erano. C’era solo una leggera tenda nera. Non solo. Il Magazzino era collocato vicino al Bagno. Un Bagno assolutamente funzionante da quel che potei constatare durante la mia “meditazione”! Aggiungo poi che di certo non mancava lo spazio per costruire un Gabinetto di Riflessione come si deve … ma evidentemente non era un luogo meritevole di maggiori attenzioni per “certe persone”. Fortunatamente, in visita in altri Orienti, ho potuto constatare che esistono Gabinetti di Riflessione perfettamente curati e “acusticamente” isolati.


LA MINIERA DEL V.I.T.R.I.O.L.

L’isolamento rituale nel Gabinetto di Riflessione rappresenta la prima fase di ogni Iniziazione. Si tratta di una Discesa agli Inferi, una Katabasi negli angoli più remoti e oscuri del proprio essere. 

Gli Alchimisti si riferivano a questo Viaggio nelle Profondità della Terra con l’acrostico V.I.T.R.I.O.L., apparso tra il 1588 e il 15959 all’interno di un Emblema ermetico chiamato Tabula Smaragdina Hermetis10.

Le parole che compongono il V.I.T.R.I.O.L. sono «Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem» e la frase è traducibile come Visita l’Interno della Terra e Rettificando Troverai la Pietra Nascosta. Al centro della frase vi è il verbo Rectificare che può essere interpretato non solo chimicamente, ma anche spiritualmente. La Rettificazione è infatti una operazione chimica di Purificazione del processo di Distillazione11, ma può anche essere interpretata allegoricamente come un monito a escludere dalla propria Anima quelle componenti tossiche che avvelenano la nostra Mente (e quella delle persone con cui entriamo in contatto).

Esiste un’altra famosa frase, pronunciata dall’Alchimista Morienus che chiarisce ulteriormente il significato del V.I.T.R.I.O.L. dicendo che: «Haec enim res a te extrahitur, cuius etiam minera tu existis [...]», cioè questa cosa [la pietra nascosta] infatti occorre estrarla da te, poiché tu stesso ne sei la miniera12.

Le Sostanze, le Pietre e i Metalli preziosi che l’Apprendista Libero Muratore deve lavorare sono dunque, tutte, dentro di Lui. Egli è contemporaneamente: Alchimista, Miniera, Laboratorio, Materia Prima, Vaso, Fuoco, Fornace, Pietra, Operaio e Architetto.

LA SPOLIAZIONE DEI METALLI

Il Silenzio Interiore e la Spoliazione dei Metalli sono condizioni preliminari per intraprendere il Cammino Iniziatico ed entrare nel Tempio a Lavorare per Noi stessi e per il progresso dell’Umanità.

La Spoliazione dei Metalli appare nei rituali intorno al 1740, ma cosa sono esattamente questi Metalli?

Nel Rituale Massonico di I Grado rappresentano tutto ciò che l’Aspirante porta con sé il giorno dell’Iniziazione: la fede nuziale, l’orologio, il denaro, le carte di credito, la patente, le chiavi con il portachiavi di guerre stellari, il telefono, i gioielli, i simboli religiosi, la chiavetta USB, il portafortuna, ecc. In pratica, tutti quegli “oggetti” in cui l’Individuo si identifica nel Mondo Profano che come tutti sanno non è legato all’Essere ma all’Avere e all’Apparire.

Dato che ogni Rito richiede un Sacrificio il Maestro Esperto Preparatore chiede al Recipendiario la consegna di tutti questi metalli e se il Profano li consegna (malcelando una certa preoccupazione) dà prova definitiva di accettare la Morte della sua Vecchia Personalità, rinunciando simbolicamente ai vecchi abiti mentali, alle cattive abitudini, alle passioni, all’orgoglio, all’egoismo e ai pregiudizi, per ritornare a uno stato ideale e naturale di semplicità e innocenza.

Nel Régulateur du Maçon del 1801 si legge:

D. In quale stato vi trovavate quando siete stato presentato in Loggia?
R. Nè nudo nè vestito, ma spogliato di tutti i metalli.
D. Perchè in questo stato?
R. Nè nudo né vestito, per rappresentare a noi stessi lo stato di innocenza e per ricordarci che la virtù non ha bisogno di ornamenti; spogliato di tutti i metalli, perché essi rappresentano l’emblema e spesso l’occasione di vizi che il massone deve evitare13.

I Metalli simboleggiano dunque i Vizi che il Massone è invitato costantemente a combattere. Verranno riconsegnati al Neofita dentro al Tempio, al termine della Cerimonia di Iniziazione, ma gli sarà fatto divieto di riportarli in Loggia alla Tornata successiva14.

LA LAVORAZIONE DEI METALLI

Cosa ci deve fare il Massone con i Metalli che gli sono stati resi, se non può riportarli nel Tempio?

Deve trasformarli in Oro, deve cioè trasmutare i propri Vizi in Virtù con la Rettificazione Spirituale.

La Rettificazione è un processo/percorso evolutivo codificato allegoricamente in 4 fasi e varie Operazioni, durante le quali la Materia subisce una serie di trasmutazioni. Queste Operazioni di solito sono 7, perchè in passato, quando ci si riferiva alla trasmutazione, purificazione, rigenerazione ed elevazione alchemica o spirituale di qualcosa,  tutto infatti girava prevalentemente intorno alla Legge del numero 719, detto anche la cifra che collega ogni cosa. Secondo gli Antichi, infatti, il Cielo e la Terra erano collegati da una Scala Celeste15, i cui gradini erano formati dalla sequenza astronomica dei 7 Pianeti.

Il Cielo era dunque lo Specchio16 nel quale la Terra si rifletteva per imitare la perfezione del Cosmo e grazie a questo legame tra l’Alto e il Basso18  ogni “cosa terrestre” poteva trasformarsi nel suo corrispettivo celeste. Se  si poteva trasmutare il Piombo in Oro, per mezzo di 7 Operazioni Alchemiche, allora «per la stessa Via» si poteva trasformare anche la qualità dei Metalli Interiori, mutando i Vizi in Virtù.

Ritroviamo questo concetto espresso chiaramente in un passo del Pimandro, nel quale viene descritto il viaggio dell’Anima che abbandona le passioni terrene (i Vizi) man mano che si innalza verso l’Armonia attraversando le 7 Sfere delle potenze planetarie20. Ciò spiega anche perché l’acrostico V.I.T.R.I.O.L. sia composto di 7 lettere e gli Scalini per raggiungere il Grado di Maestro siano anch’essi 721.

7 è anche il numero che si ottiene sommando i 3 Elementi costitutivi della Materia con le 4 Fasi necessarie a trasmutarla. I simboli di queste 4 Fasi (Terra Aria Acqua e Fuoco) e dei 3 Elementi (Mercurio,Sale e Zolfo) si trovano dipinti nel Gabinetto di Riflessione22 insieme al V.I.T.R..I.O.L., che anch’esso è di 7 lettere.

Sul piano spirituale i 3 Elementi rappresentano le diverse modalità di pensiero della Mente Umana, che devono essere purificate, potenziate e utilizzate al meglio.

  1. Il Mercurio simboleggia il Pensiero Laterale-Intuitivo, preposto a stabilire analogie e raffronti. Per questa sua proprietà è collegato alla Vita Interiore, ai Sentimenti, all’Anima e alle Esperienze Spirituali. La «parola chiave» che meglio ne descrive l’azione è «Conosci Te Stesso». Nel Tempio è rappresentato dal Lavoro dell’Apprendista. Il Neofita deve infatti esercitare la propria capacità introspettiva lavorando nella Colonna della Luna, con il Filo a Piombo e lo Specchio di Venere, mentre sgrossa la sua Mente/Pietra con scalpello e maglietto.

  2. Lo Zolfo simboleggia il Pensiero logico-deduttivo, gerarchico e lineare, dominato dal principio di causa effetto. Le sue caratteristiche lo collegano alla Vita Attiva, all’Energia Fisica, al Corpo e al Pensiero Razionale. La «parola chiave» che meglio ne descrive l’azione è Lavoro. Nel Tempio rappresenta infatti il Lavoro del Compagno nella Colonna del Sole, che deve migliorare la propria capacità analitica divenendo padrone di tutti i suoi strumenti (il Regolo, la Livella, la Squadra, il Compasso, la Leva e la Cazzuola). Come Ercole deve quindi lasciare il nido e viaggiare nel Mondo per confrontarsi con gli altri e fare nuove esperienze, mentre la Luce della Stella Fiammeggiante illumina i suoi passi.

  3. Il Sale simboleggia il Potere della Piena Coscienza che permette il mantenimento di un corretto equilibrio dinamico tra il Mercurio e lo Zolfo, cioè tra le modalità di pensiero dei due Emisferi Cerebrali, in modo che questi non prevalgano più l’uno sull’altro, ma lavorino in perfetta sinergia, come una sola Mente.La Piena Coscienza è infatti la capacità di mantenere vigile e costante lo sguardo interiore su se stessi senza illusioni o maschere. È un guardarsi “da fuori”, senza paura, così da avere una visione chiara e sincera della propria vita, trasformando le Scorie, cioè le esperienze negative e/o i difetti in qualcosa di utile 23. La «parola chiave» che meglio ne descrive l’azione è Armonia. Nel Tempio rappresenta il Lavoro del Maestro che ormai può passare senza problemi «dall’una all’altra colonna», perché sa riconoscere e padroneggiare i propri pensieri. Sa cioè dar forma armonica ai propri sentimenti e desideri sulla Tavola da Disegno della Vita: osservando le situazioni in modo obiettivo, mediando tra gli opposti, ascoltando il proprio Maestro Interiore, auto-motivandosi, scegliendo in modo indipendente dalla volontà altrui, prendendosi la responsabilità delle proprie azioni.

Le 4 Fasi per estrarre, purificare, attivare, potenziare ed equilibrare questi 3 Elementi, vengono vissute in maniera allegorica dal Candidato attraverso 4 Viaggi simbolici.4 Viaggi che rappresentano le tappe di un unico percorso di crescita personale, che ogni Massone deve compiere dentro se stesso, ogni giorno della sua vita, per divenire e (soprattutto) restare Padrone di Sè e del proprio “Destino”:

  1. Il Processo di Trasformazione inizia nel Gabinetto di Riflessione con la Prova della Terra, dove il Candidato viene “sepolto come un Seme” nell’Utero della Madre Terra, spogliato dei propri metalli e lasciato a macerare nei propri pensieri. Si tratta del Primo Viaggio di Purificazione che il Profano compie in totale solitudine. Il primo ostacolo da superare è infatti restare soli con se stessi ad affrontare le proprie paure e angosce. A questa fase destrutturante corrispondono la Nigredo e la Putrefazione Alchemica. Dovrà tornare nel Gabinetto di Riflessione ogni volta che avrà bisogno di estrarre Metalli da trasformare e Pietre da sgrossare dalla propria Miniera interiore.

Le restanti 3 Prove e i corrispondenti 3 Viaggi23 avvengono nel Tempio alla presenza di tutta la Loggia pronta ad accogliere il Neofita (la Nuova Pianta) alla fine del percorso.

Il Candidato affronta queste 3 Prove bendato, a indicare che ancora non può avere piena coscienza di quello che sta vivendo, ma anche per mantenere viva in lui la concentrazione raggiunta nella solitudine del Gabinetto di Riflessione. Senza la Vista che inganna e distrae, tutti gli altri sensi sono infatti più vigili che mai. La benda gli verrà tolta solamente alla fine dei 3 Viaggi per fargli vedere la Luce che gli è stata promessa nella “Camera Oscura”.

Come tutti gli altri simboli anche i restanti 3 Viaggi hanno più livelli di lettura. Rappresentano contemporaneamente sia i diversi stadi di sviluppo dell’Opera Alchemica, che l’evoluzione spirituale della Mente umana, ma anche il ciclo infinito della Natura (morte rinascita crescita morte rinascita) e i 3 diversi Gradi del percorso iniziatico Massonico: Apprendista (Nascita – Iniziazione), Compagno d’Arte (Crescita – Sviluppo) e Maestro (Culmine, Morte e Rinascita).

  1.  La Prova dell’Aria corrisponde all’Albedo e ha le caratteristiche della Sublimazione, in quanto «monda gli spiriti dalla terrosità» del Gabinetto di Riflessione. In questa fase lo Spirito esce dalla Terra, le paure cominciano a farsi strada e l’inconscio comincia a emergere.Dato che l’Elemento Aria è collegato al Mondo delle Idee e della Psiche, questo Viaggio rappresenta il Lavoro di Introspezione che l’Apprendista dovrà compiere per trovare la Voce del suo Vero Io, distillando il Mercurio, cioè il pensiero intuitivo. Nel Rituale Massonico simboleggia gli ostacoli e le difficoltà che l’essere umano incontra nella Vita e che non possono essere vinti se non acquisendo la giusta forza morale necessaria a opporsi alla Sorte avversa. Nel Candidato rappresenta la consapevolezza di voler resistere, radicarsi e andare avanti.

  2. La Prova dell’Acqua ha le caratteristiche della Distillazione durante la quale «i vapori acquei ascendono nel vaso». Dato che l’Elemento Acqua è collegato ai Sentimenti e alla fiorituraquesta fase rappresenta il duroLavoro del Compagno che sempre più assorbito dal suo Lavoro Mentale, dovrà analizzare i pensieri umidi e malinconici individuati ed estratti nella fase precedente, distillando lo Zolfo, cioè il pensiero razionale. In questa fase il Rituale Massonico descrive un Viaggio più tranquillo e sicuro del precedente, tuttavia non bisogna credere di essersi liberati del tutto dai propri conflitti interiori e infatti il Candidato ancora incespica.

  3. La Prova del Fuoco porta con sé la Coagulazione e la Fissazione, «la solidificazione di una sostanza liquida per sottrazione dell’umidità». I Pensieri hanno perso quella componente estranea alla Materia Prima, che li metteva uno contro l’altro, rendendoli confusi, caotici e violenti. Lo Spirito purificato torna dunque nella Terra purificata. A livello spirituale è giunto il tempo del Raccolto: Conscio e Inconscio, Ragione e Sentimento hanno finalmente imparato a lavorare armonicamente insieme. L’iniziato ora Conosce se Stesso e il Maestro che era nascosto dentro di Lui è venuto fuori, divenendo Colonna Portante del Tempio, Ponte tra Cielo e Terra, Albero carico di semi e di frutti. Anche se ha ancora molto da imparare dalla Vita, e deve quindi compiere ancora tante altre distillazioni per raffinare sempre più la sua Mente, ormai sa come produrre l’Energia che lo alimenta ed è pronto ad accendere negli altri lo stesso Fuoco, lo stesso Amore incondizionato per la Ricerca del Bene, del Bello, della Pace, della Conoscenza e della Giustizia. Dato che l‘Elemento Fuoco rappresenta l‘Energia Spirituale della Consapevolezza, in questa fase del Viaggio non ci sono più ostacoli. Anche il Candidato percepisce di essere giunto alla fine di un Ciclo e all’inizio di un altro.

IL LABORATORIO ALCHEMICO-MASSONICO

Come abbiamo visto il Gabinetto di Riflessione e il Tempio rappresentano una indissolubile sinergia di forze trasmutative, fatta di simboli, arredi, riti e strumenti misterici, astronomici, muratori e alchemici che mostrano al Candidato in che modo migliorare se stesso e il Mondo che lo circonda: la chiave di tutto è infatti nel Cuore delle Persone.


L
‘Iniziazione comincia nel Gabinetto e termina nel Tempio andando così a formare un unico grande Laboratorio Alchemico-Massonico (simile a quello dell’Amphitheatrum Sapientiae24 di Heinrich Kunrath),
nel quale, secondo la formula dell’Ora et Labora (da cui deriva il termine Laboratorio), da una parte si medita e si riflette, dall’altro si lavora concretamente e si mette in pratica.

Probabilmente furono proprio i Massoni Rosacrociani a introdurre il Gabinetto di Riflessione nelle Officine Massoniche, consapevoli che l‘Alchimia Spirituale e la Massoneria Speculativa NON potevano funzionare l’una senza l’altra. Da sole, queste Vie, sono infatti fini a se stesse e se le Logge non funzionano è proprio perché «l’Alchimia Massonica» non viene praticata e quindi l’attaccamento ai Metalli sopravvive, con tutte le conseguenze che ne derivano. Di questo era certo il Barone Tschudy che cercò di portare la fusione tra Ermetismo e Massoneria a un livello superiore.

Prova lampante di questo legame indissolubile tra il Gabinetto di Riflessione Alchemico e l’Officina Massonica. è la Parola di Passo del grado di Maestro, Tubalcain25. Questo non è il nome di un famoso Architetto, come ci si potrebbe aspettare, ma quello di un biblico fabbro-alchimista che, secondo la leggenda massonica, creò il primo Laboratorio alchemico della storia dell’Umanità e lo pose all’interno della sua Officina.

Il Lavoro dell’Apprendista, come quello del Maestro, è dunque quello di scendere continuamente nella propria Miniera Interiore, per estrarre Metalli e Pietre da Lavorare, quindi saggiarne la qualità con il maglietto, purificarle, trasmutarle, usarle per costruire se stesso e innalzare templi alla Virtù. Se questo non viene fatto, allora l’Iniziazione non è una esperienza reale, ma solo virtuale e non ci si può definire veramente dei Liberi Muratori.

Il Massone deve quindi Lavorare sempre e ovunque si trovi, comprendendo che è stato “Iniziato”, ma non “Finito”. Deve portare avanti la propria trasmutazione, continuando a lavorare su se stesso soprattutto fuori dal Tempio. Se infatti è vero che Dovere del Massone è portare in Loggia solamente il meglio di se stesso, questo non vuol dire che possa lasciare il peggio fuori. È vero semmai il contrario: il Tempio della Loggia è solamente la forma simbolica esteriore del Tempio-Laboratorio Interiore, che l’Iniziato deve estendere fuori di sè per riuscire a trasformare tutto il Mondo in un Tempio. Il Massone non ha bisogno di un luogo fisico fisso, né di due soli giorni al mese per Lavorare, ma al contrario, grazie agli Strumenti e alla Conoscenza che ha ricevuto può e deve farlo liberamente in qualsiasi posto e momento lo desideri, all’interno di una Fratellanza davvero Universale.

By Arthea (Elena Frasca Odorizzi)

NOTE _________________________________________________________

1A seconda dello spazio disponibile nel locale che accoglie la Casa Massonica

2Colui che non è ancora stato Iniziato e si trova ancora «davanti alla Porta del Tempio» in lat. Pro Fanum.

3È assente nel Rito Scozzese Rettificato e nel Rito Inglese di di stile Emulation. IRÈNE MAINGUY, Simbolica Massonica del Terzo Millennio, Roma, Mediterranee, 2009, p. 206

4LUIGI SESSA,I Simboli Massonici. Storia ed Evoluzione, Foggia, Bastogi, 2001, pp. 95 – 123.

5È il Candidato ammesso alle Prove, che quindi può chiamarsi anche Iniziando. In Rituale e Istruzioni Apprendista (1° Grado Simbolico), Roma, G.L.D.I., 2010, p. 45

6Tale usanza non è esclusiva della Massoneria, è presente nelle Iniziazioni Misteriche di tutti i tempi e luoghi. Specifico è semmai il modo in cui questo luogo è stato realizzato per gli scopi della Libera Muratoria.

7È l’Aspirante approvato per essere ricevuto. (L’Aspirante è colui che desidera essere iniziato). In Rituale e Istruzioni Apprendista, p. 45.

8«La mente (come pure i metalli e gli elementi) può essere trasmutata; da stato a stato, da grado a grado, da condizione a condizione, da polo a polo, da vibrazione a vibrazione. La vera trasmutazione è un’arte mentale.» I TRE INIZIATI,Il Kybalion, Filosofia Ermetica dell’ Antico Egitto e della Grecia, Catania, Brancato, 1991, p. 31

9SALOMON TRISMOSIN,Il Toson D’oro o Fiore dei Tesori, con le 22 miniature dello “Splendor Solis”, op. cit., p. 197.

10Con il termine Vitriol veniva comunemente chiamato l’Acido Solforico, che si ritiene fosse la sostanza segreta della Tavola di Smeraldo e di qui l’evidente collegamento con il famoso acrostico V.I.T.R.I.O.L.. Vedi il mio l’Articolo «Viaggio nella Tavola di Smeraldo tra Protochimica e Filosofia Ermetica. Origini, significato e attualità »

11Va detto che il V.I.T.R.I.O.L., quindi la Distillazione Alchemica si riferisce alla Via Umida, quella degli Elixir e delle Quintessenze. La Via Metallica basata sulla metafora della Trasmutazione del Piombo in Oro è quella Secca, ma nell’Alchimia Spirituale quello che conta è che le Allegorie siano pertinenti, siano cioè di stimolo all’introspezione e alla riflessione perché non dobbiamo ottenere davvero l’Oro o un Elisir di Lunga Vita (quello ormai è di competenza dei Chimici Moderni), ma vogliamo trasformare noi stessi in persone migliori.

12Il Testamento Ermetico di Morienus, a cura di Michela Pereira, Roma, Atanòr,1996.

13IRÈNE MAINGUY, Simbolica Massonica del Terzo Millennio, op. cit., p. 114.

14Perchè come recita il Rituale di Apertura dei Lavori «[...] abbiamo lasciato i Metalli fuori dalla Porta del Tempio, siamo Fratelli tra Fratelli.»

15L’esistenza di questa Via Planetaria di Purificazione, dalla quale salgono e scendono anche le Anime, trae le sue origini dal Mito della Discesa agli Inferi di Ishtar e dal Cammino Planetario del Culto Misterico di Mithra. La Dea Ishtar per scendere nell’oltretomba dovette varcare i 7 portali degli inferi. Man mano che scendeva veniva privata delle vesti e degli ornamenti: della corona al primo portale, degli orecchini al secondo, quindi delle collane al terzo, dei pettorali al quarto, della cintura al quinto, dei braccialetti e delle catenelle alle caviglie al sesto e infine delle vesti al settimo. Fu quindi condotta nuda al cospetto della sorella Ereshkigal, Regina degli Inferi, che la afflisse 60 tormenti in ogni parte del corpo. Poiché la prigionia di Ishtar portava infertilità sulla Terra Ereshkigal fu costretta a liberala e questa, nel tornare alla Luce, ripassò i 7 portali e le furono resi abiti e gioielli. Mitologia e Religioni, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1980, pp. 89-90 . Nel Culto di Mithra è necessario, invece, attraversare 7 Gradi, corrispondenti a 7 Cieli Planetari, presieduti da 7 Portieri Celesti, per raggiungere la Liberazione dalla Materia, cioè per uscire fuori dal Ciclo della Reincarnazione. REINHOLD MERKELBACH, Mitra. Il signore delle grotte, Genova, ECIG, 1998.

16Giordano Bruno nel suo libro “lo Spaccio della Bestia Trionfante” immagina che gli Dèi si riuniscano per riformare il Cielo, dato che questi dovrebbe essere lo Specchio della Terra e non viceversa. Gli Dèi, infatti, si sentono ormai pieni degli stessi difetti degli esseri umani e decidono di rimettere le cose a posto e di ripulire le loro immagini, così da indurre una trasformazione positiva anche negli esseri umani: «gli Dèi rappresentano le virtudi e potenze de l’anima e poiché in ciascun individuo si contempla un mondo, un universo, la riforma del cielo è una riforma del pensare/sentire umani».GIORDANO BRUNO,Opere Italiane 2, Torino, UTET, 2002; Spaccio de la bestia trionfante.

17Cfr. La magica Legge delle Corrispondenze, descritta anche nella Tavola di Smeraldo, che dice che Ciò che è in alto è come ciò che è in Basso e viceversa per fare il miracolo della Cosa Una.

18I 7 Pianeti erano associati a qualsiasi cosa esistente nel Mondo, secondo il principio di somiglianza. La diversità delle Cose era dovuta semplicemente dalla diversa proporzione con cui i 4 elementi costitutivi dell’Universo erano mescolati.

19Il numero 7 è al centro del XVII Grado (Cavaliere d’Oriente e d’Occidente) del RSAA nel senso di Rigenerazione dopo l’Apocalisse. EUGENIO BONVINCI, Massoneria di Rito Scozzese, Roma, Atanòr, 1988, pp. 166-169.

20ERMETE TRISMEGISTO, Il Pimandro, Roma, Atanòr , 1984, pp. 35-36. Argomento ripreso anche nel Libro XIII del Corpus Hermeticum, intitolato“Ermete Trismegisto al Figlio Tat «Discorso segreto sulla montagna, relativo alla rigenerazione e sulla regola del silenzio»”.ERMETE TRISMEGISTO, Corpo Ermetico e Asclepio, a cura di Bianca Maria Tordini Portogalli, Milano, SE, 1997, p. 88 e seg.

21Ecco spiegato anche il significato del 28° Grado del RSAA. Un grado che assurdamente non viene più praticato, ma può essere solo studiato. EUGENIO BONVINCI, Massoneria di Rito Scozzese, op. cit., pp. 214-236. MARCELLO VICCHIO, I Gradi Desueti. I Simboli. Rito Scozzese Antico e Accettato, Catania, Tipheret, 2011, pp. 159-165.

22Mi riferisco al Gabinetto di Riflessione più completo che si possa trovare (anche se manca lo Specchio citato invece dalla MAINGUY, p. 215), ovvero quello descritto inQuaderni di Simbologia Muratoria, a cura di Ivan Mosca, Firenze, Firenze Libri, 2005, pp. 61-73.

23 Vedi il mio articolo “Morte e Rinascita nella Villa dei Misteri”.

23Questa è la sequenza adottata dalla G.L.D.I. .

24Una analisi dettagliata del Laboratorio si può leggere su http://nebheptra.site50.net/2009/il-laboratorio-dellalchimista

25Vi era un legame indissolubile tra l’arte del fabbro, l’alchimia e lo sciamanesimo, tanto che le confraternite dei fabbri assolvevano un ruolo preciso nei misteri e nelle iniziazioni Vedi MIRCEA ELIADE, Arti del metallo e alchimia, Torino, Bollati Boringhieri, 2004, pp.52-57. Vedi il mio Articolo «Un Alchimista di nome Orfeo, in una tarsia rinascimentale senese del 1500 ».

26Vedi il mio l’Articolo «Il Catechismo Ermetico-Massonico della Stella Fiammeggiante del Barone Tschudy»

Share Button

Il Solstizio d’Inverno (Massonico) – Tavola

illuminatioIl serpente aveva appena scorta questa figura venerabile, che il re cominciò a parlare e gli chiese”: “Da dove vieni ?”.

Dalle profondità dove abita l’oro” rispose il serpente.

Cos’è più magnifico dell’oro ?” chiese il re.

La Luce” rispose il serpente.

Cosa dà conforto più della luce ?“ chiese quello.

La parola” rispose questo.

 (da “La Fiaba Del Serpente Verde e  Della Bella Lilia” del Fr.’. J. W. Goethe)

 

In questo istante siamo all’interno di un Cosmo Filosofico, una dimensione diversa da quella Profana, nella quale le nostre Bussole Mentali puntano tutte verso Est. Il nostro Tempio è infatti costruito secondo Coordinate Geografiche e Celesti Spirituali, che ci permettono di essere costantemente orientati (corpo e anima) in direzione della Luce Nascente.

Detto questo, non mi dilungherò oltre sugli aspetti prettamente Astronomici del Solstizio d’Inverno1, né sui diversi modi che avevano gli Antichi di celebrare questo evento2, perché tutto quello che mi serve sapere, per parlare del Solstizio d’Inverno da un punto di vista prettamente Massonico, è qui nel nostro Tempio e nel nostro Rituale.

Per un concatenarsi di eventi sto leggendo questa Tavola in occasione di una Iniziazione ed è proprio la Luce la Chiave di lettura non solo della Cerimonia a cui stiamo partecipando, ma anche del Rituale del Solstizio d’Inverno che vivremo tra pochi giorni.

La Luce è la più calda e radiosa allegoria della Conoscenza, metafora della Liberazione dalle Illusioni del Mondo, che in alcuni Culti Misterici coincide con la Liberazione dal Ciclo delle Rinascite.

La ricerca di questa Luce non ha niente a che vedere con il nozionismo intellettuale, ma riguarda l’espansione della nostra Coscienza e quindi il raggiungimento di uno Stato di Consapevolezza Superiore.

Per i Buddisti questo tipo di Conoscenza è raggiungibile semplicemente svegliandosi, come da qualsiasi altro sogno, cioè aprendo gli occhi per distinguere la Realtà dall’Illusione3 e proprio ora,un Profano, chiuso nel nostro Gabinetto di Riflessione, sta decidendo se andarsene o attendere il Canto del Gallo che preannuncia il Sorgere del Sole e quindi la fine del Regno delle Tenebre

Se il Profano accetterà la sfida, allora varcherà la Soglia di Giano, signore di tutti gli Inizi, e una volta entrato nel Tempio e superate le Prove necessarie, riceverà la sua prima “Illuminazione Spirituale.

Essendo vissuto a lungo nel Buio del Mondo, per abituarsi gradualmente a guardare la Vita con nuovi occhi, il Neofita, per un po’ di tempo, siederà nella Colonna della Luna, dove la Luce è meno accecante. Da qui assisterà ai Lavori che avranno sempre inizio a Mezzogiorno, con l’Accensione delle Tre Luci e con l’Apertura del Libro Sacro sul prologo del Vangelo di Giovanni Evangelista, il Santo patrono delle Logge Scozzesi, che presiede proprio al Solstizio d’Inverno6.

Non è necessario scendere in particolari sulla figura esoterico-simbolica di questo Santo per capire che i primi Versi del Vangelo di Giovanni evidenziano una serie di concetti, quali Luce, Logos, Parola, Creazione7, che sono alla base del Metodo Massonico.

Il Logos non rappresenta ovviamente la Razionalità nuda e cruda, ma la capacità di Ragionare con Saggezza.

Nel Tempio, la Saggezza è rappresentata simbolicamente in 3 diverse maniere:

 

  1. astronomicamente, con l’orientamento del Tempio a Est, luogo da cui la Luce ogni giorno rinasce per irradiarsi nel mondo,

  2. simbolicamente, nella prima delle 3 Luci di Loggia, ovvero il M.’.V.’. che siede a Est,

  3. come Archetipo rappresentato dalla statua della Dea Minerva che si trova anch’essa a Est.

Ogni tappa del nostro Viaggio interiore corrisponde, dunque, a un mutamento di visuale, a unaumento di Consapevolezza, che ci guida fuori dalle Tenebre dell’Ignoranza, ma come possiamo misurare quanta Strada abbiamo fatto dentro noi stessi, da quando ci siamo messi in Cammino verso la Luce? E come possiamo continuare a viaggiare verso questa Luce, ciclo dopo ciclo, senza rallentare, senza indietreggiare davanti alle difficoltà e agli ostacoli, senza mai scoraggiarci di fronte ai nostri e altrui difetti?

 

La risposta è racchiusa nel Rituale del Solstizio d’Inverno.

 

Gli Antichi ci hanno insegnato a prendere come punto di riferimento per il nostro perfezionamento interiore, i ciclici cambiamenti del Cielo e della Terra e il Solstizio d’Inverno è la più importante delle Feste della Luce, perché è solo al termine della Notte più lunga dell’Anno, quando cioè le Tenebre trionfano, che il Gallo canta di nuovo per tutti noi. Solo allora l’Oscurità partorisce di nuovo la Luce e con essa rinasce la Speranza per un Futuro migliore, dentro i nostri Cuori stanchi e tormentati.

 

Eccezionalmente, in questa occasione, apriamo i Lavori a Mezzanotte e li chiudiamo a Mezzogiorno a significare che un altro Ciclo Cosmico è trascorso, la Notte è passata, siamo sopravvissuti e ci siamo Rigenerati, perché abbiamo saputo trasformare ogni esperienza, bella o brutta che ci sia capitata in questo anno, in nuova energia per andare avanti.

 

Nel Rituale del Solstizio d’Inverno viene quindi messo in scena il continuo e drammatico conflitto tra Luce e Ombra, Bene e Male, Amore e Odio, i due opposti, che non sussistono mai l’uno senza l’altro e generano tutte le Storie del Mondo.

 

Protagoniste di questa cosmica vicenda allegorica, in chiave Massonica, sono le Anime degli Operai che si sentono smarrite e confuse. Il Tempio è stato invaso dalle Tenebre e loro temono di perdersi nel Buio che avanza, forse perché stanno cedendo all’egoismo e non si ricordano più verso cosa devono tendere.

 

I tormenti delle Anime degli Operai sono i nostri tormenti. Le loro paure sono le nostre e il Tempio invaso dalle Tenebre è il Tempio di qualsiasi Loggia, nel quale deve tornare la Luce dell’Armonia tra Fratelli.

 

Le tre Luci delle Loggia, il M.’. V.’. e i due Sorveglianti si interrogano e si chiedono come poter viaggiare di nuovo verso la Luce, come ritrovare la Strada smarrita, come risolvere i problemi che hanno fatto entrare le Tenebre nel Tempio della Luce.

 

Essi incarnano la Voce della Ragione che sprona l’Anima a reagire, a porsi nuove Domande e a trovare nuove Soluzioni, perché Chi si fissa su un unica prospettiva è destinato a soccombere, mentre al contrario Chi è capace di rimettere se stesso in discussione, potrà morire e rinascere. Colpo di scena! Si scopre che il Lavoro sul proprio Io, che ci fa scoprire la Luce della Ragione, da solo non basta a portarci fuori dal Buio, anzi può sviarci e farci sprofondare ancora di più nelle Tenebre del Dogmatismo.

 

Ecco allora che l’Oratore, la Voce della Coscienza, finalmente trova la Risposta giusta, c’è un solo mezzo per aiutarci a uscire da questo vicolo cieco, una Luce più grande e Potente di tutte… e qui mi fermo per non diminuire la portata emotiva di questo Rituale su coloro che non vi hanno ancora partecipato, sperando però di avere acceso comunque in loro il Fuoco della Curiosità, perché come mi è stato detto ultimamente da un Fratello: «la curiosità è forse la prima dote del Massone».

 

  Ho detto
Sr.’. Elena

NOTE
____________________________________________

IMMAGINE DI COPERTINA:  Rosarium Philosophorum, Emblema 12, attribuito ad Arnaldo da Villanova (1235-1315)

 

1Quaderni di Simbologia Muratoria, a cura di Ivan Mosca, Firenze, FirenzeLibri, 2005, pp. 37-49, Il Tempio come rappresentazione del Cosmo ; IRÈNE MAINGUY, Simbolica Massonica del Terzo Millennio, Roma, Mediterranee, 2009, pp. 479-483, Le Feste Solstiziali. In Cammino verso la Luce, a cura di Luigi Danesin, Roma, Athanòr, 2007, 8a edizione, pp. 182-187, Il Tempio come rappresentazione del Cosmo. ANGELO SEBASTIANI,Simbolismo e linguaggio segreto nella tradizione massonica, Roma, Hermes Edizioni, 2000, pp. 162-164.

2Vedi: Giorgio de Santillana – Hertha – von Dechend, Il mulino di Amleto. saggio sul mito e sulla struttura del tempo, Collana gli Adelphi 229, Milano, Adelphi Edizioni, 2006 , 1a ed 1969; Frazer, Il Ramo d’ Oro, I Mammut – Grandi Tascabili Newton, Milano, 1999.

3Nel Buddismo il raggiungimento dello Stato di Consapevolezza è chiamato Bodhi . Questa parola deriva dalla radice verbale budh, svegliarsi, accorgersi, sapere o capire e vuol dire «risveglio». Nel XIX secolo in Occidente si iniziò a tradurre impropriamente il termine Bodhi con Illuminazione, soprattutto negli ambienti intellettuali legati alla Società Teosofica. Il brāhmana Dona vide il Buddha seduto sotto un albero e fu tanto colpito dall’aura consapevole e serena che emanava, nonché dallo splendore del suo aspetto, che gli chiese: – Sei per caso un dio?– No, brāhmana, non sono un dio. – Allora sei un angelo? – No davvero, brāhmana. – Allora sei uno spirito? – No, non sono uno spirito. – Allora sei un essere umano? – No, brahmana, io non sono un essere umano [...] E allora, che cosa sei? [...] Io sono sveglio. (Anguttara Nikāya – libro dei quattro – “Dona Sutta”) [...] Da che cosa posso dire che sei un illuminato?» , chiese il brahmano Sela al Buddha.«Conosco quel che si deve conoscere» – rispose il Buddha – «ciò che bisogna coltivare l’ho coltivato e ciò bisogna lasciar andare l’ho abbandonato. In questo modo, o brahmano, io sono sveglio. (Sutta Nipata)

6Cfr. la Crisitanizzazione del Die Natalis Solis Invicti, di Giano patrono dei Collegia Fabrorum e delle Porte Solstiziali iniziatiche dei Culti Misterici Planetari degli Antichi, riportate da Porfirio nel suo Antro delle Ninfe, con le figure di San Giovanni Evangelista, che presiede al Solstizio d’Inverno e quella di San Giovanni Battista associato al Solstizio d’Estate. Cfr anche la figura esoterica di San Giovanni Evangelista con l’origine della dicitura Logge di San Giovanni. Vedi: VANIA GASPERONI PANELLA, MARIA GRAZIA CITTADINI FULVI, Dal mondo antico al Cristianesimo sulle tracce di Giano. Il simbolismo della porta e del passaggio in relazione al Dio bifronte, Perugia, Morlacchi Editore, 2008; R. GUENON, I simboli della scienza sacra, Milano, Gli Adelphi, n° 46, 1990; PORFIRIO, L’Antro delle Ninfe (De antro Nympharum), Collezione Sebastiani, Milano, Archè, 1974;

7Nei primi versi del Vangelo di Giovanni si legge che «in Principio era il Logos». Giovanni usa la parola greca Archè, «Principio» un termine che è alla base della nascita del Pensiero Filosofico antico e non la usa per vezzo, ma per collegarsi ai primi versi del I Libro della Genesi, il Libro dell’Origine della Creazione, dove si dice che «in Principio» (Bereshit in ebraico) Dio disse «Sia la Luce» e la Luce fu, stabilendo così una relazione e una concordanza tra Logos, Luce, Vita e Parola. Logos viene infatti tradotto in latino come «Verbum», nel senso di Parola di Vita, Veicolo della Saggezza Divina, artefice della Creazione. Molti Filosofi hanno cercato di stabilire quale fosse l’Archè del Mondo ed è con Eraclito che noi lo vediamo associato al Fuoco e al Logos, mentre è attraverso i Neoplatonici che arriva ai primi Cristiani, come Legge Eterna che regola l’Unione degli Opposti, scaturiti dalla Creazione. Vedi: Vangelo di Giovanni Evangelista 1-[1-9]. «[1] In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. [2] Egli era in principio presso Dio: [3] tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. [4] In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; [5] la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta. [6] Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. [7] Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. [8] Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. [9] Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.»; Genesi, 1, [1-5] «[1] In principio Dio creò il cielo e la terra. [2] Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. [3] Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu. [4] Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre [5] e chiamò la luce, Giorno e le tenebre, Notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.»

 

 

Share Button

La Volta Stellata: emblema di Universalità e Trascendenza

cosmo
Cielo che di blu si tinge, dopo che Notte, sua compagna, lo libera da abbracci di stelle, mai stanche d’illuminarci il cammino, adempiendo indefesse al loro compito primario, quello di Celestiali e Dorate Guide

La Volta Stellata è emblema di Universalità e Trascendenza, due elementi cardine e fulcri imprescindibili nel percorso di ogni essere umano, perché Universale e Trascendente è il bisogno di ascesa verso il “Cielo Stellato” della Conoscenza.


Mentre incido questa tavola, mille pensieri si accavallano facendomi letteralmente vedere le Stelle e questo mi fa pensare una volta di più che il percorso dell’Apprendista è irto e costellato di difficoltà. Tuttavia non potrebbe definirsi “percorso iniziatico”, se non fossero presenti motivi di rallentamento, di dubbio continuo, di crisi e di gioia fugace. La Massoneria è fra le Stelle e la loro presenza nel Tempio serve proprio a stimolarci continuamente, ci invoglia a protendere verso di esse, perché noi stessi siamo polvere di Stella. La nostra Patria, infatti, è nel Cosmo che ci generò nella notte dei tempi e a esso dobbiamo aspirare.


L’Apprendista, che per la prima volta entra nel Tempio, si trova catapultato in una dimensione del tutto nuova, avvincente e sorprendente. La vista che gli si presenta, quando alza la testa, è la stessa di un Navigante in un mare tempestoso. Le onde dell’ignoto lo sbattono in ogni direzione e solo la sua nave, il Tempio, lo tiene in vita. Nel percorso di scoperta e perfezionamento di noi stessi c’è una dicotomia, che ci tiene vigili, un Maestro interiore che ci domanda continuamente dove vogliamo andare una volta giunti al bivio successivo. Le Stelle della Volta Stellata rappresentano proprio l’unione tra la Mortalità e l’Immortalità, tra la vita terrena e il Cosmo. Non dobbiamo, infatti, dimenticarci che la nostra dimensione fa parte di un’altra infinitamente più grande e misteriosa, che come una Madre ci culla nei mari della Conoscenza.


Riflettendo in silenzio, il rumore assordante dei pensieri mi riconduce a San Galgano, esempio perfetto del Tempio Massonico, in continua costruzione ma mai finito, senza Tetto a oscurar le Stelle. Se è vero che il percorso di perfezionamento e sgrossatura durerà tutta la Vita e anche oltre, è pur vero che la Nave che ci accompagna in questo viaggio non troverà mai un porto nel quale sostare per più di qualche istante, perché indefesso e costante dev’essere «l’arrancar» verso la cima del Monte Cosmico. Se considero il Tempio come un Organismo Unico e Universale, la Volta Stellata assume la valenza di una sorta di scatola cranica, ma con il vantaggio di non essere così rigida da bloccare i pensieri. L’afflato che emana da colui che la percorre con lo sguardo, illumina e ricarica le Stelle, e queste risplendendo maggiormente ricaricano le nostre Energie. Come le Stelle siamo una Comunità e come loro si illuminano l’un l’altra, così il Pensiero di ognuno di noi entra a far parte di quello degli altri e viceversa, generando ogni volta una nuova Via Lattea di Conoscenza.


L’assenza di tetto ci sprona al percorso spiralizzante verticale dell’Ascesa, alla ricerca di punti di contatto e compenetrazione tra il Pavimento a Scacchi e ogni Stella sopra la nostra testa. Io sono fermamente convinto che la Zoppia Sacra di chi
brancola tra il bianco e il nero non sia solo di questa dimensione Terrena, ma anche di quella Celeste del Cosmo, dato che essa non svanisce mai completamente, anche mentre stiamo salendo, quasi a ricordarci che la Perfezione non è di questo mondo e forse neppure di un altro.


Ogni Fratello e Sorella ha nella Loggia una sua collocazione, un ruolo preciso, e i Maestri proprio come Stelle hanno il compito di guidare l’Apprendista e il Compagno nei passi traballanti dell’Evoluzione, non mostrando la strada da seguire, ma illuminandola con la loro Esperienza. Un ottimo Maestro infatti non influenza la scelta del percorso da seguire, ma lascia il Discepolo libero di sbagliare, senza però mai distogliere lo sguardo da lui. Il Maestro della Loggia è infatti «paragonato al sole che governa e illumina il mondo, la luna ai sorveglianti che ricevono la luce dal sole e la diffondono sulla terra, e le stelle sono assimilate ai Maestri della Loggia, che guidano i viaggiatori notturni, conducendo Apprendisti e Compagni nel cammino oscuro e misterioso della Massoneria1».


Ricordo il giorno della mia Iniziazione.
Giunto al momento di essere sbendato, tra le innumerevoli altre cose notai i 12 segni dello Zodiaco. Ripensandoci ora a distanza di mesi mi rendo conto che le Costellazioni sono convenzioni del tutto Umane e altamente funzionali per «Orientarci» in un luogo ignoto. Esse sono la Trasposizione del Cosmo nella Coscienza dell’individuo in questa Terra, sono una Guida galattica alla quale non possiamo e non dobbiamo rinunciare se vogliamo seriamente scalare il Parnaso delle nostre imperfezioni.


Come considerazione generale, dunque, posso affermare che la Loggia in toto è un Micro Cosmo che racchiude in se ogni Principio del Macro Cosmo, al quale possiamo e dobbiamo tendere tramite la Volta Stellata, degna custode della Via che in se è «Unica e Molteplice», Via che dev’essere percorsa con lo spirito del rinnovamento insito nella Nigredo dalla quale tutti prima o poi devono passare o sono già passati.


Il Tempio è quindi un vero e proprio portale spazio-temporale che ci dà accesso all’Infinita Conoscenza del Cosmo
, indicandoci idealmente il punto al quale dobbiamo aspirare e la Via da percorrere. Noi tutti siamo Stelle di questo firmamento e come tali descriviamo la parabola della Vita, solcando di scie luminose il Cielo, morendo e rinascendo ogni volta con maggiore Consapevolezza e Luce, ma mai con il ricordo totale delle Esperienze passate. Solo un barlume di memoria ci dice che proveniamo da una parte diversa del Cosmo, ma allo stesso tempo questa flebile voce ci sussurra di continuare il Cammino dell’Eterno Iniziato, passo dopo passo, inciampando, ma sempre con la volontà di rialzarsi a rimirar le Stelle.

 

Tavola di Mio Fratello, guai a chi la copia!!!
Arthea (Elena Frasca Odorizzi)

____________________________

 

1Manoscritto 5939 della Biblioteca della città di Lione (Fondo Willermoz) presso il R.S.R., in IRÈNE MAINGUY, Simbolica Massonica del Terzo Millennio, Roma, Mediterranee, 2009, p. 177.

 

Share Button

Il Regolo Muratorio: Metro di Misura del nostro Bioritmo Solare e Lunare

Ciò che distingue un’Arte, nel senso più ampio del termine, è che il primo venuto non è in grado di esercitarla. Per diventare Artista è necessario acquisire una speciale attività, sviluppando capacità che non tutti hanno. Coloro che pervengono con il proprio ingegno ad elevarsi al di sopra della maggior parte degli uomini provano un legittimo orgoglio. [...] Del resto, un artista, per quanto modesta sia la sua arte, non è più un uomo qualsiasi. Egli è diventato artista solo trasformando, adattando se stesso alle esigenze dell’arte. [...] Nessuno potrebbe partecipare ai privilegi del vero artista se, indietreggiando di fronte ai sacrifici richiesti, si contenta di praticare l’arte freddamente, da amatore, senza mettervi tutta l’anima e senza votarsi ad un culto che esige persino il dono integrale di se stesso. Riceviamo in proporzione a ciò che sappiamo dare.” Osvald Wirth, La Massoneria resa comprensibile ai suoi adepti. Il compagno, pp. 11-12.

 

In questi giorni ho costruito un Regolo, con il quale ho misurato e accordato i miei tre mondi: la Massoneria, l’Alchimia e il Paganesimo Moderno.

Che cos’è esattamente un Regolo?

È uno Strumento Massonico adatto sia al Lavoro Manuale che Spirituale, perché, mescolando Pratica Operativa e Speculativa, ci permette di costruire cose meravigliose dentro e fuori di noi.

Come funziona un Regolo MAssonico?

È presto detto.

È presto detto. Secondo gli studi di Martin Harvey, su alcuni testi Latomici del 1760, nei Regoli graduati ci sono 24 tacche che i gli antichi costruttori facevano corrispondere alle 12 ore del giorno e alle 12 ore della notte. Dividendo le 24 tacche in gruppi di 6 si ottengono 4 sezioni che rappresentano: da una parte le 4 fasi del Giornata (alba, mezzogiorno, tramonto, mezzanotte) e dall’altra 4 diversi tipi di Lavoro che il Massone deve svolgere in questo arco di tempo. Questa suddivisione prende il nome di «Regola Spirituale dell’Iniziato» e si articola in questo modo1:

 

  • 6 ore per lavorare

  • 6 ore per servire Dio

  • 6 ore per servire un amico o un Fratello, finché è possibile farlo senza detrimento per sé o per la propria famiglia

  • 6 ore per dormire

Per il Massone il Lavoro non è dunque solamente un mezzo per assicurarsi la Libertà dalle Necessità materiali, ma è anche un Dovere Morale, attraverso il quale migliorare se stesso, apprendere e insegnare l’Uguaglianza, aiutare gli altri, portare progresso e libertà nel mondo, costruire dignità e ricchezza per tutti.  Se il Libero Muratore, lavorando, non ottiene questi risultati allora o il suo Corpo o la sua Mente (o entrambi) non sono così Liberi come crede.

 

Per utilizzare al massimo le potenzialità di questo eccezionale Strumento dell’Arte e rendere ancora più chiara la sua capacità di disciplinare il pensiero, rendendoci presenti e attenti a tutto ciò che facciamo o non facciamo, sul mio Regolo ho riscritto le frasi precedenti in una forma più moderna e adatta alla mia spiritualità, aggiungendovi il simbolismo delle Fasi Lunari e Solari, che segnano lo scorrere quotidiano della nostra Vita su più Piani: Materiale, Spirituale, Intellettuale ed Emozionale.

 

Sul Lato “Annuale”, che allude al Ciclo delle Stagioni e segna il Ritmo della Vita Lavorativa e Interpersonale, ho posto: il simbolo del Sole, le 4 Stagioni corrispondenti e 4 Azioni Chiave. Sul lato inferiore ho invece evidenziato il Ciclo della Natura, perché, come tutti sanno, il termine Neofita, vuol dire Nuova Pianta, ed era usato negli Antichi Culti Agrari per indicare l’Iniziato ai Misteri della Vita, della Morte e soprattutto della Rinascita.

regolo_massonico_1

Lo schema è quindi questo:

  • NATURA: Radici – CICLO SOLARE: Inverno – AZIONE: Lavora

  • NATURA: Fiori – CICLO SOLARE: Primavera – AZIONE: Pensa a Te

  • NATURA: Frutti – CICLO SOLARE: Estate – AZIONE: Pensa agli Altri

  • NATURA: Semi – CICLO SOLARE: Autunno – AZIONE: Risposati

In altre parole:

  1. Lavora per realizzarti interiormente, intellettualmente e professionalmente. Trova il tuo Centro e Radicatici. Sii stabile, ma flessibile, dinamico, ma equilibrato.
  2. Pensa a Te, sboccia come un Fiore, cresci, amati, curati, accetta e supera le sfide della Vita. Mettiti continuamente in dubbio e alla prova per diventare migliore.
  3. Pensa agli Altri, cioè alla tua Famiglia, ai tuoi amici fraterni e non, a chi non conosci ma in questo momento ha bisogno di te e ovviamente a tutti gli altri esseri viventi. Condividi ciò che hai imparato e scoperto, i Frutti del tuo duro, ma appagante, Lavoro e vedrai che anche gli altri, a loro volta, saranno per te una fonte inesauribile di Ricchezza. Non essere egoista, fai circolare le Energie che hai ricevuto, ma ovviamente non fartele sottrarre con la forza o con l’inganno. Parimenti non essere dispersivo sottraendo queste energie a te stesso. Se soddisfi questi requisiti anche il tuo Dio personale, di qualsiasi natura sia, sarà soddisfatto…
  4. Alla fine Riposati. Rigenerati per il prossimo Ciclo, perché tutto Ricomincia, tutto Rinasce, grazie a quegli stessi Semi che hai piantato con il Lavoro precedente.

Sul Lato “Mensile” che allude al nostro Bioritmo Emotivo, Creativo, Intellettuale e Spirituale, ho dipinto le 4 Fasi Lunari e vi ho aggiunto altre 4 Azioni Chiave. Questo schema rappresenta il Ritmo del Lavoro Interiore e Intellettuale che è alla base della Realizzazione delle Idee:

regolo_massonico_2

  • CICLO LUNARE: Luna Nuova – AZIONE: Ricaricati e Rifletti

  • CICLO LUNARE: Luna Crescente – AZIONE: Pianifica e Progetta

  • CICLO LUNARE: Luna Piena – AZIONE: Metti in Pratica e Realizza

  • CICLO LUNARE: Luna Calante – AZIONE: Porta a Termine

  1. Le Idee prendono forma dentro di noi come Sognia occhi aperti. Il processo di ideazione e riflessione fa parte, infatti, delle Attività Oniriche e Creative della Mente e avviene mentre ci riposiamo e rigeneriamo, così come il Seme mette radici nascosto nell’Utero di Madre Natura e la Luna Nuova attende di mostrare nuovamente in cielo la sua Luce.

  2. Quando un‘Idea preme più delle altre per vedere la luce, dobbiamo aiutarla a crescere come la Luna in Cielo, passando dalla fase di ideazione alle fasi di progettazione e pianificazione di ciò che abbiamo sognato e che vogliamo realizzare.

  3. A questo punto possiamo dar forma ai nostri propositi e realizzarli, così come la Luna raggiunge il suo acme quando appare pienamente illuminata dai raggi solari della piena consapevolezza.

  4. Infine non resta che portare a termine il Lavoro, perfezionando i dettagli, per poi ricominciare da capo elaborando una Nuova Idea.

Il Regolo è dunque uno Strumento Operativo indispensabile per il Libero Muratore, in quanto racchiude in sé l’essenza stessa del metodo di lavoro spirituale massonico. Con il Regolo il Massone può infatti misurare una semplice Pietra, ma può fare anche molte altre cose, come: «mettersi in riga», «darsi una regolata»,  «rectificare» se stesso secondo la Regola del V.I.T.R.I.O.L, imparare il Senso della Misura, innalzare edifici mentali veramente stabili, appianare divergenze e «raddrizzare le cose storte» (Dirigit Obliqua), e infine scoprire la giusta misura nel proprio Lavoro, nella propria dimensione esistenziale e nei rapporti con gli altri.

Il Tutto, però, tenendo sempre ben a mente la «Regola d’Oro» del Saggio:

La vita è troppo corta per gli esseri umani che pensano; è troppo lunga per quelli che non pensano. Il Tempo passa rapidamente quando si è occupati. Lentamente quando non si fa nulla. La vita consiste unicamente nell’Azione. Senza l’Azione, la Vita non differisce in nulla dalla Morte. Vivere oziosi non è vivere, è vegetare. Non occuparsi che di sé è vivere a metà. Interessarsi al Benessere Universale [...] e agire di conseguenza è veramente vivere e sentire che si vive. [...] L’uomo comune Lavora per Vivere, mentre è privilegio del Saggio Vivere per Lavorare. [...] La volontà pone nelle nostre mani la Leva irresistibile che permette di sollevare il Mondo, questo strumento non deve mai essere sollevato senza il Regolo2.

by Arthea (Elena Frasca Odorizzi)

________________________

Note:

1IRÈNE MAINGUY, Simbolica Massonica del Terzo Millennio, Roma, Mediterranee, 2009, p. 314. ILes Trois Cous Distincts, 1760, in Latomia, n.163, New Orleans, USA, 1995, p.12. Citato in RÈNE MAINGUY, Simbolica degli Utensili e Glorificazione del Mestiere, Roma, Mediterranee, 2008, p. 108.

2Osvald Wirth, La Massoneria resa comprensibile ai suoi adepti. Il Compagno, p.63 e p.81.

 

Share Button

Massoneria: Segreto, Riservatezza o Paura?

massoneria

La Massoneria Speculativa non ha Segreti, ma Regole, che il Massone si impegna a rispettare all’atto del Giuramento da Apprendista. Queste vengono chiaramente enunciate durante l’Iniziazione e servono non solo a proteggere il Metodo Massonico dalla banalizzazione, ma anche a sancire gli impegni morali che il Massone ha preso verso se stesso.

Oggi giorno la Massoneria non può più essere considerata una Società Segreta, come sostengono i suoi detrattori, in quanto è «regolata» fin dalle fondamenta e riconosciuta a livello giuridico come «un’Associazione culturale perfettamente parallela a quella ideale, che risponde ai requisiti richiesti dalla legge». Gli Ordini Massonici legalmente riconosciuti sono infatti Associazioni regolarmente costituite davanti a un notaio e nel loro Statuto hanno come finalità lo sviluppo della Massoneria Universale, il miglioramento culturale e spirituale dell’individuo e il rispetto delle Leggi della Nazione in cui risiedono. Gli elenchi degli aderenti a tali Associazioni, su richiesta, sono a disposizione degli organi competenti dello Stato, per cui, i Massoni non solo hanno il Dovere di rispettare le Leggi sulla Trasparenza, ma, come tutti gli altri Cittadini, godono anche del Diritto alla Privacy.

Cosa ben diversa è il Segreto Iniziatico che per sua natura è inviolabile e incomunicabile, in quanto inesprimibile a parole. È infatti il Massone stesso, attraverso la sua esperienza personalesoggettiva, a distillare questo secretum, dal momento della sua Iniziazione, in avanti.

Purtroppo, nonostante i Doveri Statutari e Morali prevedano che il Massone debba rispettare le Leggi e lavorare al progresso dell’Umanità, la Libera Muratoria continua a suscitare Paura e scetticismo nell’immaginario collettivo. Questo atteggiamento ostile da parte della Società, fa si che i Massoni, temendo di essere discriminati sul Lavoro e nei rapporti sociali, si rifugino nella riservatezza, anche se non hanno niente da nascondere, alimentando così ogni genere di leggenda sul loro contro.

L’eccesso di riservatezza, infatti, porta al sospetto, che degenera in assurde teorie complottistiche che vedono i Liberi Muratori protagonisti di un numero imprecisato di cospirazioni segrete, in combutta, addirittura, con gli Alieni, (in specifico i fantomatici Rettiliani). È ovvio che si tratta di pure e semplici invenzioni, portate avanti  da persone (spesso) affette da patologie mentali di tipo persecutorio, ma è anche vero che a volte, nonostante rigidi controlli a livello penale, riescano a entrare in Massoneria loschi individui, che niente hanno a che vedere con i più puri Ideali Muratori.

Questi, fingendosi persone oneste, varcano la porta del Tempio solo per provare a tessere le loro tele e i loro inganni e lo stesso cercano di fare con chissà quante altre Associazioni, ma purtroppo basta un’unica mela marcia, un solo errore,per cancellare il ricordo di tutte quei filosofi, storici, artisti, politici, scienziati, patrioti, che nei secoli hanno aderito alla Massoneria. Persone del calibro di: Wolfgang Amadeus Mozart (compositore e pianista), Ludwig von Beethoven (compositore e pianista), Johann Wolfgang von Goethe (drammaturgo, poeta, saggista, e scrittore tedesco), Charles Montesquieu (filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese), Voltaire (filosofo, drammaturgo, storico, scrittore, poeta), Victor Hugo (poeta, drammaturgo, saggista, e scrittore), Charles Dickens (scrittore e giornalista britannico), Winston Churchill (politico e storico britannico), Franklin D. Roosevelt (il 32º presidente degli Stati Uniti d’America),Walt Disney (fumettista, imprenditore e cineasta statunitense), Louis Armstrong (trombettista e cantante), Harry Houdini (illusionista e attore), Samuel Hahnemann (medico tedesco, fondatore della medicina alternativa chiamata omeopatia), Edwin Buzz Aldrin (astronauta americano, il secondo uomo a mettere il piede sulla luna), Alexander Fleming (medico, biologo e farmacologo britannico a cui viene attribuita la scoperta della penicillina), Giosuè Carducci (poeta e scrittore), Ugo Foscolo (poeta e scrittore), Giovanni Pascoli (poeta), Francesco Crispi (politico), Edmondo De Amicis (scrittore), Carlo Goldoni (drammaturgo e scrittore), Antonio De Curtis in arte Totò (attore comico), Carlo Collodi (scrittore e giornalista), Gabriele D’Annunzio (scrittore, poeta, drammaturgo, militare, e politico), Bettino Ricasoli (Statista) , Antonio Meucci (inventore), Ernesto Nathan (politico, che fu sindaco di Roma), Nicolò Paganini (violinista e compositore), Quasimodo Salvatore (poeta), Alessandro Manzoni (scrittore, poeta e drammaturgo), Vittorio Formentano (il fondatore dell’Associazione Volontari Italiani Sangue), Enrico Fermi (fisico), ecc.

L’unico modo che i Massoni hanno per uscire da questo circolo vizioso di diffidenza reciproca è far prevalere la Verità, facendo cioè conoscere a sempre più persone la Storia della Massoneria, criticando e non nascondendo gli errori commessi, evitando di farne di nuovi, insistendo ancora più tenacemente sull’importanza delle Tegolature e nell’esercizio quotidiano di una condotta morale irreprensibile verso se stessi.

Per farlo non c’è bisogno che il Libero Muratore manifesti per forza la sua appartenenza alla Massoneria, anche se sarebbe meglio (non si può combattere la paura con la paura), basta che continui a lottare contro gli unici nemici che davvero lo ostacolano: ignoranza, pigrizia e lassismo morale.

Quando infatti i Massoni lavorano veramente al loro miglioramento spirituale, e si aprono, con serenità, alla legittima curiosità di chi Massone ancora non è, possono offrire un esempioconcretodei benefici effetti dell’essere Liberi Muratori. Se questo non avviene, allora non c’è bisogno che si preoccupino delle fantomatiche dicerie che circolano sul conto della Massoneria, perché saranno loro in prima persona a decretare il fallimento di una Istituzione nata per scavare oscure e profonde al Vizio, innalzare Templi alla Virtù e «creare un mondo migliore, per tutti».

 

di Arthea (Elena Frasca Odorizzi)

Share Button

Le Sette Porte Planetarie

Casella 7 – Gioco dell’Ouroboros

GIOCO_KatawebULTIMISSIMO_205x285_html_52ee0eb3Immagine: Porta del Mitreo delle Sette Sfere con il simbolo di Mercurio

Nome della Casella: 1a Porta

Simbolo Aggiuntivo: Chakra: Centro della Radice.

Abilità speciale: si perde un turno.

Il Significato dell’Immagine: in aggiunta alle 4 Case dei Venti, per scandire le tappe del Cammino Iniziatico, sono presenti nel gioco anche 7 Porte Planetarie. Tutte le altre immagini acquistano un significato aggiuntivo a seconda che si trovino prima o dopo questi 7 Ingressi. Il disegno utilizzato per le Porte è quello che si trova nel Mitreo delle Sette Sfere di Ostia1, ma al posto delle divinità planetarie ho usato i corrispondenti simboli astrologici:

Passando attraverso di esse il seguace del dio alla fine riusciva a guadagnare l’universo ultramondano (Merkelbach 1988, p. 95), secondo uno schema che evoca l’ascensione dell’anima attraverso le sfere planetarie nel Corpus Hermeticum2 (I, 25-6) dove lo sbocco dell’ascensione è il divenire divini3.

La prima divinità che ci accoglie sulla Soglia non è Saturno, come ci si potrebbe aspettare, ma lo psicopompo Mercurio4. Ho scelto infatti di rifarmi alla testimonianza archeologica del Mitreo di Felicissimo, che da una parte ritrae il Caduceo di Hermes nella prima lastra del Cammino delle Sette Sfere e dall’altra collega Saturno all’ultimo e più importante gradino di questa Scala Planetaria di liberazione cosmica5. Esiste infatti una sorta di gioco di specchi e di rimandi tra la Prima Materia che gli Alchimisti chiamano Mercurio, ma è associata al Piombo, e la Materia Finale dell’Opera che i Seguaci dell’Arte chiamano il Mercurio dei Filosofi, che non è altro che questo stesso Piombo trasformato in Oro. In definitiva il Piombo è il Mercurio in potenza e il Mercurio è il Piombo in pratica. Chi altri quindi potrebbe guidare l’Alchimista Pellegrino negli Inferi fino all’Uscita, se non qualcuno che ha già compiuto questo viaggio, ovvero un altro Alchimista? E quale altro Alchimista potrebbe accoglierci sulla soglia, se non Hermes Trisemgisto6, il Padre dell’Alchimia, che con l’Hermes greco condivide la funzione di guida delle “Anime”? Non ultimo vi è un riferimento tra questo grado, detto del Corax, e la prima fase dell’Opera, la Nigredo, che ha per simbolo un Corvo.

Il Nome della Casella: questa è la Prima Porta che incontriamo e corrisponde al primo gradino di una Scala Mistico-Alchemica7 che congiunge idealmente il Cielo e la Terra per fare i miracoli della Cosa Una8. Considerarla il gradino più basso è sbagliato. È più opportuno paragonarla alla prima di sette lunghe soste allegoriche distribuite secondo una precisa successione di esperienze significative che rappresentano nel loro insieme una metafora del Viaggio Solare dal “Buio” della Ragione (l’illusoria conoscenza di sé e del mondo) verso la “Luce” della Consapevolezza.

Un percorso simile si trova nel già citato Mitreo di Felicissimo di Ostia. Di questo capolavoro restano solamente i frammenti di un suggestivo pavimento composto da 7 lastre di marmo consecutive, orientate secondo l’asse Ovest – Est, decorate con emblemi stilizzati, che indicano le Chiavi di lettura di una simbolica mappa di viaggio iniziatica.

Il Simbolo aggiuntivo: a ogni Porta ho associato il nome e il colore di uno dei Sette centri energetici del sistema iniziatico indiano, mettendo in luce gli aspetti complementari tra la nostra tradizione esoterica Europea e quella Orientale, ma evitando sovrapposizioni forzate, anche se molti simboli sono ormai parte di un bagaglio culturale comune. La prima di queste sette tappe, che si situano lungo la colonna vertebrale (dal basso verso l’alto) è il Chakra Muladara o Chakra della Radice9 dove dorme arrotolato il serpente energetico Kundalini, equivalente al nostro Caduceo Ermetico10. Il colore di questo Chakra (lett. Ruota o Vortice) è il Rosso e l’elemento associato è la Terra, il Principio-Energia capace di assicurare nascita, sviluppo e nutrimento a ogni cosa.

Abilità speciale: poiché ogni Porta segnala l’avvenuto passaggio a un nuovo livello di ricerca (e quindi di consapevolezza), chi si ferma in una di queste stazioni resta fermo un turno per meglio «rifletter su lo Cammino intrapreso».

NOTE
______________________

1Vedi http://www.ostia-antica.org/regio2/8/8-6.htm – Regio II – Insula VIII – Mitreo delle Sette Sfere (II,VIII,6).

2Per i collegamenti tra l’Ermetismo ed il Mitraismo cfr. JACK LINDSAY, Le Origini dell’Alchimia nell’Egitto Greco – Romano, Roma, Edizioni Mediterranee, 1984.

3Le Religioni dei Misteri, Vol. II, op. cit. , p. 352 (dall’Introduzione dell’Autore).

4In Epoca Alessandrina furono stilate diverse liste associative tra Divinità, Metalli e Pianeti nel tentativo di dare una forma sincretica ai Culti Misterici. La contraddittorietà e lacunosità delle font, ci impedisce di capire perché alcune liste si imposero rispetto ad altre. La lista dell’alchimista Olimpiodoro, del VI d. C. , riprodotta in un manoscritto datato IX secolo, attribuisce lo Stagno a Mercurioanche se già dal VII d. C. , l’Alchimista Bizantino Stefano aveva proposto l’accostamento Mercurio-Argento Vivo e Saturno-Piombo ponendo il Dio Messaggero nella Sesta Regione e il Dio del Tempo nella Prima e più alta. A confondere ulteriormente le acque c’è la testimonianza “discorde” del Padre della Chiesa Origene, che associa sia il Piombo che Saturno alla prima porta (o regione), considerandola la più bassa. « […] La prima di quelle porte è di piombo, la seconda di stagno, la terza di bronzo, la quarta di ferro, la quinta nella lega per coniare le monete, la sesta d’argento e la settima d’oro. Attribuiscono la prima a Crono, giustificando attraverso il piombo la lentezza dell’astro, la seconda ad Afrodite, associando a questa la lucentezza e la tenerezza dello stagno, la terza, dotata di una solida base di bronzo a Zeus, la quarta ad Ermes, perché il ferro e Ermes sopportano ogni attività, procurano ricchezze e sono particolarmente resistenti alla fatica, la quinta , costituita di una lega irregolare e colorata, ad Ares, la sesta, d’argento, alla Luna , la settima, d’oro, al Sole…», ivi, p. 411, G7, Origene, contra Celsum, IV 22 ; Diversamente la pensavano San Girolamo e altre due fonti dirette del culto di Mitra, che consideravano la sfera di Saturno la più elevata, forse perché già all’epoca questo Astro era considerato il più distante dalla Terra e quindi, una volta varcata la Porta del Tempo,ci si aspettava di essere proiettati nell’Eternità delle Stelle fisse. Ivi, pp. 385-386, E7, frammento CIMRM, I 480, p. 383, E4, frammento Epistulae di San Girolamo, 107, 2 (a Leta). Vedi anche il pavimento del Mitreo di Felicissimo.

5Forse, avrebbe avuto più senso l’ipotesi della presenza della Luna in questa sede, così come si ricava da un altro frammento epigrafico romano e come propone la sequenza Tolemaica, accettata dai Cabalisti che la applicano all’Albero Sephirotico. Saturno è infatti il reggitore del segno del Capricorno, che corrisponde al Sud Cosmico, l’Uscita delle Anime dalla materia, mentre la Luna è la reggitrice del segno astrologico del Cancro ed è collegata all’Imum Coeli, al Nord Cosmico, all’Ingresso delle Anime nella materia e all’inizio del periodo più buio dell’anno. In realtà è impossibile dirimere una questione che era già confusa in origine e dopo aver studiato il Mitreo di Felicissimo ho deciso di seguire l’ipotesi che meglio si adattava alle mie esigenze, scegliendo la disposizione con Ermete (che è il pianeta più vicino al Sole) all’ingresso e Saturno (il più lontano) all’uscita.

6Cfr. l’Ermete Trismegisto che ci accoglie all’ingresso del Duomo di Siena.

7Cfr. la Scala di Giacobbe, la Scala della prima tavola del Mutus Liber, l’Albero della Vita Cabalistico, la Scala del terzo manifesto dei Rosacroce, ecc.

8Cfr: « Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare i miracoli della cosa una ». Incipit della Tavola smeraldina, nella traduzione riportata dall’alchimista Hortolanus, in: Il Filo di Arianna, 42 trattati di Alchimia dall’Antichità al XVIII secolo, scelti e tradotti da Sabina e Rosario Piccolini, vol. I, Mimesis, Milano, 2001, p. 25.

9GIULIANA LOMAZZI, Reiki, trovare l’armonia e il benessere con l’energia universale nelle nostre mani, Milano, Vallardi, 2000, pp. 48-49

10Cfr. il mito del Serpente biblico intorno all’Albero del Paradiso.

Share Button